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Articolo del tifoso - Fiorentina-Sassuolo: ritratto di una stagione

Il Violanauta commenta la bruttissima sconfitta della Fiorentina contro il Sassuolo al Franchi, che costringe i viola a lottare per la salvezza anche in questa stagione

Fine primo tempo. La squadra va negli spogliatoi e la prima cosa che penso è che c'è da non crederci allo scempio che si è appena consumato. Neanche nelle mie fantasie più perverse, neanche col mio solito e insincero pessimismo (coltivato più per scaramanzia che per convinzione) avevo creduto che si potesse davvero realizzare un simile scenario.

Ma la realtà è stata addirittura peggiore dell’immaginazione. Perché se al mondo c'è qualcosa che può peggiorare, quello è proprio il peggio. E noi tifosi viola, ahinoi, lo sappiamo bene.

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Ha sempre un che di paradossale descrivere il vuoto.

E in effetti, per almeno 45 minuti, la prestazione della Fiorentina è stata il nulla: niente squadra, niente gioco. In due parole: niente calcio. Ti fai forza, rimani sintonizzato, anche se una parte di te già ti chiede pietà.

Ma tu sei sadico, oltre che masochista, e allora la partita riprende e ti tocca goderti lo spettacolo di tale Mert Mülüdur (chi era costui? ) che, uccellato un Castrovilli troppo imbarazzante per essere vero, va e segna il terzo gol (il terzo!) del Sassuolo (!), nel nostro stadio.

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Alla fine, il goal della bandiera arriva, più che a consolare, semmai a ribadire il fallimento della guida tecnica della squadra: perché a segnare è proprio quello stesso Patrick Cutrone che Iachini vede poco e punto e al quale, nonostante l'assenza per squalifica di Vlahović, preferisce un Chiesa che, ad oggi, pare un Candreva che ha smesso di crederci.

Corre, corre tanto, ma corre male; e quando  arriva sotto porta fa spesso la scelta sbagliata; o magari non mette sufficiente qualità nella conclusione, come quando ad inizio primo tempo avrebbe l'occasione in contropiede per portare in vantaggio la squadra, ma se ne esce con una conclusione che manca di mordente.

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E Pegolo si fa trovare pronto e para, senza troppi patemi.

Al fischio finale, attraverso le varie fasi del lutto del tifoso medio viola. E penso che guardare giocare il Sassuolo di De Zerbi è stato come subire un lungo, insostenibile ed impietoso contrappasso: i neroverdi sono una specie di metafora di tutto quello che, pur nella mediocrità, avremmo potuto essere: una squadra costruita con criterio, in palla, con un preciso piano tattico da interpretare, consapevole, sicura di sé e capace di entusiasmarsi; una squadra in cui i giovani possono crescere di valore tecnico (ed economico) e ambientarsi in un gruppo affiatato che gioca a calcio.

A proposito, vi ricordate quello sport che si gioca in 11 contro 11 su prato e in cui chi fa più goal vince? Chiedo. Perché sarò io schizzinoso, ma penso che siano almeno 4 o 5 stagioni che a Firenze si è smesso di veder giocare a calcio.

È successo quando si è iniziato a chiamare i tifosi clienti; quando sono andati via i Borja Valero e sono arrivati i Mario Suárez; quando si è smesso non solo di giocare, ma anche di parlare di calcio, di progetti, di obiettivi, di ambizioni; e si è iniziato a parlare di stadi, di demolizioni, di lungaggini burocratiche, aeroporti e cricche di palazzo; e quando ci si è arroccati in ottusi campanilismi e provincialismi da piccolo mondo antico, confidando nei dollaroni dello zio d'America e andando a portare le ruspe sotto a uno stadio del 1932.

E intanto… intanto non sarebbe male tornare a vedere una squadra di ragazzotti in completo viola che sappiano fare almeno quello per cui sono profumatamente pagati; e, se non è chiedere tanto, anche avere un allenatore con un'idea di gioco; e una proprietà che intanto pensasse a spendere bene quello che può, invece di chiagnere molto (e…quagliare poco) perché le viene impedito di fare una grande speculazione edilizia a prezzo di saldo.

E poi, anche quest'anno, c'è da salvarsi; e non ha l'aria di essere un'impresa facile. Per cui: Sosteniamola, fino al novantesimo. Però, ricordiamoci anche che la pazienza è una virtù a scadenza. E a fine stagione, secondo me, scadrà.

Il Violanauta

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