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Ariatti a VI.IT: "Serve un rinforzo per reparto. Meité e Duncan ok per dare fisicità al centrocampo"

Le dichiarazioni dell'ex centrocampista viola sull'arrivo di Iachini e in vista della finestra invernale di mercato

Poche ore all'inizio della sessione di calciomercato di gennaio e la Fiorentina è chiamata a intervenire in più settori per migliorare una classifica deludente. L'arrivo di un allenatore esperto nella lotta salvezza e che conosce bene Firenze, come Iachini è il primo cambio in vista del 2020 per invertire la tendenza negativa.

Per un'opinione sulla situazione viola LaViola.it ha contattato in esclusiva l'ex centrocampista e attualmente agente Fifa, Luca Ariatti:Come vede il ritorno di Iachini alla Fiorentina? "Con i risultati conseguiti è normale che una piazza come quella di Firenze imponga il cambio.

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Sono scelte che possono essere più o meno discutibili ma ci stanno. I tempi e la pazienza nel calcio sono questi. Sono regole non scritte che non piacciono a nessuno, ma in questo ambiente in cui c'è sempre meno pazienza si cambia spesso.

Iachini è un ex viola e porterà sicuramente una linea diversa rispetto a quella precedente. Tutti sanno quali sono i capisaldi di Iachini nel suo modo di lavorare". La durata degli allenamenti che importanza ha? "Non vuol dire niente.

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In Inghilterra si allenano ancora meno. Tante volte in Italia si sprecano tante energie durante la settimana e si arriva alla partita più appesantiti. Credo che in questa fase Iachini vorrà conoscere i giocatori ed è normale che siano sedute un po' più lunghe: non sempre però la lunghezza degli allenamenti porta risultati.

C'è una partita tra pochi giorni e Iachini dovrà cercare di capire lo stato fisico e mentale dei giocatori perché c'è una classifica che dev'essere sistemata. Per il mercato c'è tempo fino a fine mese". Da ex centrocampista cosa ne pensa del centrocampo viola?

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"Ho assistito dal vivo alla vittoria contro il Milan e devo dire che Badelj e Pulgar in quell'occasione fecero molto bene. Badelj per il dinamismo che ha si trova meglio davanti alla difesa, mentre Pulgar può completarsi come centrocampista diventando una buona mezzala: nel calcio moderno bisogna avere giocatori intercambiabili e loro si dovranno mettere a disposizione.

Spero che i giocatori della Fiorentina in questo momento guardino di più al lavoro settimanale e alla prestazione, poi starà all'allenatore decidere dove schierarli". Meité e Duncan farebbero al caso dei viola? "C'è voglia di mettere fisicità e muscoli perché la Fiorentina in mezzo al campo probabilmente necessita di reggere un po' di più l'urto.

La Fiorentina è una squadra di qualità che gioca con più giocatori offensivi, quindi secondo me sarebbero dei nomi giusti". Cosa si aspetta dal mercato della Fiorentina? "Dipende molto da quanto vorranno spendere. Sicuramente serve un innesto forte per reparto.

Nella prima parte di campionato è mancata una punta. Vlahovic ha fatto il suo, ma la Fiorentina non può prescindere dall'avere un attaccante di maggior esperienza e valore, dando comunque l'opportunità di Vlahovic di crescere senza troppe responsabilità.

Magari servirebbe anche un difensore dato che Pezzella e Caceres hanno avuto diversi problemi. Bonifazi andrebbe bene". Tra Cutrone, Petagna e Piatek, quale sarebbe più adatto? "Sono tutti bravi, ma Piatek e Cutrone potrebbero arrivare in prestito, mentre per Petagna la Spal non vuole privarsene: c'è una sostanziale differenza.

Non credo che la Spal lottando per la salvezza si privi del suo giocatore di punta. Sarebbero comunque tre giocatori utili, perché nella seconda parte di campionato servono giocatori pronti, con la mentalità giusta".

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