Angeloni: «Che emozione lo scudetto, ma portare i ragazzi in Prima Squadra è il trionfo più bello»
Le parole del direttore del settore giovanile a Radio Bruno nel giorno dopo la vittoria dello scudetto Primavera
Il direttore del settore giovanile Valentino Angeloni è intervenuto a A pranzo con il Pentasport su Radio Bruno per commentare il trionfo della Fiorentina Primavera, laureatasi ieri campione d'Italia per la prima volta dopo 43 anni. Angeloni si è collegato da una ‘postazione’ particolare: «Siamo a pranzo tutti insieme, con la squadra e con lo staff. I ragazzi hanno dormito pochi minuti. Quello che abbiamo fatto ce lo godremo per un po'».
BEL GIOCO E VITTORIE. «Più si gioca bene più si creano i presupposti per vincere le partite. A tutti i livelli. La Primavera è l'ultimo tassello del settore giovanile, ma questo modello di gioco e di crescita c'è in tutto il settore giovanile. Per molti di questi ragazzi il percorso con noi è iniziato da bambini. Ragazzi toscani, che hanno la Viola nel cuore. E che hanno negli anni sviluppato il nostro modello: ricercare il gioco, la soluzione. E ai nostri allenatori diamo questo input. Poi loro devono avere le capacità».
CRESCITA. «La qualità dei ragazzi è indubbia, tanti sono migliorati molto in questi anni. Sicuramente per giocar bene bisogna avere le qualità. È un lavoro che dura tanti anni, che un allenatore deve fortificare. E Daniele (Galloppa, ndr) in questo è stato eccezionale, meraviglioso. Lo ha dimostrato anche in quei pochi allenamenti con la Prima Squadra. Giocare a Firenze, nella Fiorentina è difficile, è una piazza esigente, con una storia. Noi dobbiamo preparare i ragazzi a questo, ad avere il giusto carisma. E lo dimostrano Kayode, Bianco, Comuzzo…».
L'IMPATTO DEL VIOLA PARK. «Quello che abbiamo non è normale. Dà ancora di più al ragazzo. Qualcuno che lo vede a volte dice “forse è troppo”. No, state tranquilli, al troppo ci pensiamo noi. I ragazzi devono apprezzare e a maggior ragione andare forti, per non perderlo. Per arrivare in Prima Squadra. Qui vuol venire tutto il mondo, devono lavorare forte. Il centro sportivo ci ha dato tantissimo, ci permette di lavorare in strutture fantastiche. Anche a livello visivo. I ragazzi adesso stanno mangiando fuori e vedono il Duomo. È anche vero che il lavoro giovanile è un lavoro di anni. Ieri c'erano dei ragazzi che facevano i raccattapalle del 2011, gli ho detto: “tra qualche anno tocca a voi”».
APPARTENENZA. «Noi guardiamo sempre insieme le partite della Fiorentina. Mi ricordo Parma-Fiorentina, la stavamo guardando tutti insieme, al Viola Park, mangiando prima di partire per una trasferta. C'era gente che tirava…».
APERTURA ALL'ESTERO. «La Fiorentina deve guardare anche a quello che c'è nel mondo, non andrebbe bene il contrario. Con l'arrivo del direttore Paratici saremo ancora più aperti a certe cose perché ci crede tanto. Ci saranno investimenti importanti, ma non toglieranno quello che abbiamo fatto fino ad adesso e che continueremo a fare. Ma non è che tutti i calciatori nascono in Toscana e tifano Fiorentina».
IL FUTURO DEL SETTORE GIOVANILE. «Sotto c'è qualcosa di interessante, ne abbiamo diversi. Non voglio fare nomi, non mi piace. Poi avere giocatori per la Prima Squadra in tutte le annate è difficile. La Fiorentina ha un livello alto, con tutto il rispetto non è Cagliari o Lecce. Giocare a Firenze non è per tutti».
INNALZAMENTO DEL LIMITE DI ETÀ IN PRIMAVERA. «Non è stata una nostra scelta, c'è passata sopra la testa. Per me è un errore molto molto grave. Dovevano interprellarci. Oltretutto siamo l'unico campionato giovanile in Europa con retrocessioni. Retrocedere è brutto, il livello è differente. Si crea un mercato. È estremamente sbagliato. Questa norma scade nel 2027, andrà rivista. Per me andava fatto l'esatto contrario».
SECONDA SQUADRA. «So della volontà del direttore (Paratici, ndr) di farla. Non conosco i tempi e le dinamiche. Sicuramente può essere una cosa utile e importante. Se dovessimo intraprendere questa squadra, ci porterà dei vantaggi».
IL FUTURO DI GALLOPPA. «Siamo bravi anche con gli allenatori allora (ride, ndr). Penso che voglia fare un percorso che lo porti a diventare allenatore. Dopo Alberto (Aquilani, ndr) sta a lui. Se avrà delle opportunità è giusto che le colga. È bravo, deve cimentarsi. È molto preparato, ha qualità nella proposta e nella correzione, che è una cosa molto importante. Saper correggere vuol dire saper riconoscere gli errori. Non era così, è cresciuto con noi. E adesso è un allenatore pronto. Penso che la sua scelta sia quella di andare, di chiudere il cerchio con noi e intraprenderne un altro».
PORTARE I RAGAZZI IN PRIMA SQUADRA. «Questa è la cosa più importante. La nostra missione, il nostro compito è proprio quello. Negli anni sono arrivate vittorie, coppe, finali perse, ma la vittoria più importante è cercare di portare più giocatori possibili in Prima Squadra».
UNIONE. «Qui si lavora per i ragazzi e per la Fiorentina. Chi lavora per sé stesso non può stare qua. C'è unione, familiarità, voglia di fare qualcosa per i ragazzi. Era quello che voleva Rocco Commisso. Con me è stato incredibile. Mi videochiamava e mi chiedeva dei ragazzi. Era la persona più umile che io abbia mai conosciuto».

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