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Andrea Della Valle (ri)vive la sua squadra. Passo fondamentale per costruire un futuro

L’obiettivo è stare vicino alla squadra. In questo momento non c’è altro. Se fino ad un paio di settimane fa la proprietà si faceva bastare qualche telefonata, adesso non è più così. C’è bisogno di compattezza ed unità, mentale ed anche fisica, perché in questi casi una parola o una pacca sulla spalla possono fare la differenza.

Andrea Della Valle è arrivato al centro sportivo intorno all’ora di pranzo. Ha parlato con i dirigenti, con Pioli e con i calciatori. Ha toccato con mano lo spirito ed il morale del gruppo. Che non potrà certamente essere troppo migliore rispetto a quello di domenica scorsa.

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I suoi ragazzi provano a voltare pagina, ma sono ancora tutti piuttosto provati. Abitudinariamente si cerca di ripetere le settimane tipo, tra un allenamento ed un pranzo al centro sportivo. Ancora troppo poco per mettere una pezza al dolore.

La prossima settimana, complice la sosta per gli impegni della Nazionale, Pioli concederà quattro giorni pieni di riposo alla squadra. Un modo per staccare la spina (per chi non deve rispondere a convocazioni), magari andando via dalla città per qualche giorno insieme alle rispettive famiglie.

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Potrà sicuramente aiutare.

Andrea Della Valle, dicevamo, resterà con la squadra fino al pomeriggio di oggi. Ha assistito all’allenamento di ieri e farà altrettanto con quello odierno. Da qui ad andare oltre ce ne corre, perché al momento non sono previsti ulteriori passi in avanti nel rapporto con la città.

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Anzi, c’è la ferma volontà di non voler ‘sfruttare’ il momento. Il silenzio, in queste settimane, è senza dubbio la cosa migliore. Andrea e Diego Della Valle sanno bene che Firenze aspetta un cenno da parte loro, ma non è giusto tirare in ballo la tragedia di Capitan Astori per ricucire lo strappo.

Lo sanno loro e lo sanno i tifosi. Anche perché non si capisce che nesso possa esserci tra una tragedia di questo tipo ed il Fair Play Finanziario, tanto per fare un esempio. Il dato di fatto è uno soltanto: Astori è stato il primo, e probabilmente uno dei pochi, a credere davvero ad una ripartenza significativa per un nuovo ciclo.

Questo si, lo possiamo dire con certezza. Dunque, nel suo ricordo, è più giusto pensare di aver intrapreso la strada corretta la scorsa estate, piuttosto che cercare un ricongiungimento nel suo nome.

Passo dopo passo si arriverà ad un confronto, con Andrea Della Valle che sta pensando di incontrare alcuni tifosi e poi i giornalisti.

Ogni cosa a suo tempo, ma questi sono aspetti totalmente slegati dal drammatico presente della Fiorentina. Perché un contatto ed un confronto ci sarebbe stato anche se il Capitano fosse ancora qui a guidare i suoi compagni (era proprio lui a spingere per la presenza in città di Andrea…).

Della Valle aveva già approcciato un ritorno, sebbene ancora molto soft. C’era stata la volontà di sondare un po’ il terreno per riprendersi poi un ruolo di primo piano. E questo già diverse settimane prima della maledetta mattina del 4 marzo.

Si era creato un clima teso intorno a tutto l’ambiente Fiorentina, che la proprietà avrebbe dovuto in ogni modo smorzare. Il filo del discorso si è interrotto tredici giorni fa. Più che interrotto, si è modificato in base agli eventi.

Il lutto, la voglia di stringersi tutti insieme nel dolore, l’esigenza di portare una parola di conforto ai giocatori ed alla famiglia di Davide. I Della Valle hanno avuto tatto, lucidità organizzativa e sicuramente una grande umanità.

L’ondata emotiva con il tempo si affievolirà, ed in quel momento torneranno fuori i problemi che c’erano prima e che si stava cercando piano piano di limare. Per questo la tragedia di Davide non c’entra niente con il futuro rapporto tra i Della Valle e Firenze.

E per questo il confronto è auspicabile e fondamentale per ripartire, traendo beneficio dall’unità ritrovata in città. Quella si, grazie a Davide.

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