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Ancora Vlahovic: "Ce la giochiamo con tutti. Ibra-Lewa i miei idoli. Montiel e Pedro..."

L'attaccante serbo classe 2000 della Fiorentina parla dei compagni e dei modelli: "Ho sempre apprezzato Van Basten. Chiesa-Ribery...".

Queste altre parole di Dusan Vlahovic al Corriere dello Sport - Stadio. Si riparte parlando di Coppa Italia, lui che con la Primavera ha vinto il trofeo l'anno scorso: «L’emozione provata nel sollevare quel trofeo è stata qualcosa di pazzesco.

Sarebbe bello vincere, anche per il nostro presidente Commisso. Lo ha detto chiaramente, punta ai titoli. Ci aspetta l’Atalanta e già in campionato abbiamo dimostrato di poter dare filo da torcere a tutti, anche ad una squadra ben attrezzata come loro».

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CHIESA E RIBERY. «Si tratta di due giocatori importanti, forti, con un tiro che sa essere di per sé diabolico e con un passaggio che da solo rischia di cambiare il destino di ogni gara. Si tratta di due uomini che vedono tutto un attimo prima.

Giocare con Ribery per me è un onore, Federico è un pilastro della Nazionale italiana, è uno di quelli che fa fare il salto di qualità».

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IDOLI. «Sicuramente Ibrahimovic, un giocatore che ho sempre guardato con grande attenzione, al pari di Lewandowski, entrambi praticamente ancora in attività.

Se invece devo pensare a qualcuno che ho apprezzato nei video dico senza ombra di dubbio Van Basten, che ha smesso a 31 anni solo per via degli infortuni, fortissimo e capace di vincere ben tre palloni d’oro».  GIOVANI. «Montiel è fortissimo.

Deve avere pazienza, sono certo che anche per lui si spalancheranno queste porte. Faccio poi il nome di Christian Koffi (2000 pure lui, ndr) uno che nell’uno contro uno sa essere chirurgico, salta quasi sempre l’avversario e non dimentico Beloko, oggi in prestito al Gent ma che secondo me è un centrocampista fortissimo».

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DIFESA. Vlahovic ha vinto la sfida con Lukaku?  «No. Direi piuttosto che Lukaku e tutti gli altri nerazzurri si sono ritrovati di fronte la nostra corazzata difensiva. Vi garantisco che anche quando me li ritrovo contro in allenamento non è mai facile superare Pezzella, Milenkovic e Caceres.

Più Dragowski».

PEDRO. «E’ un attaccante forte. Sì, siamo diversi. E’ un giocatore che può trovare spazio. Se possiamo giocare insieme? Sì, ma queste sono scelte che competono all’allenatore».

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