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Ancora Terracciano? Tra i 'dodici' migliori della A. Affidabilità e figura chiave nello spogliatoio

Cinque presenze stagionali per il portiere di riserva della Fiorentina. 4 vittorie e 1 ko con Terracciano tra i pali. Domenica ancora avanti a Dragowski

L'importanza di avere un numero dodici che all'occorrenza possa entrare e non far rimpiangere il titolare è cosa risaputa. Quando l'Inter ha perso Handanovic, ad esempio, ha inanellato risultati negativi con Padelli tra i pali.

Ma due numeri uno sono spesso troppi. Come quando Neto e Viviano si giocavano la maglia titolare partendo quasi alla pari, finendo poi per non riuscire mai, nessuno dei due, a trovare la giusta continuità. Trovare un ‘dodici’, che faccia il ‘dodici’ ma sappia fare anche ‘l'uno’ non è né scontato né banale.

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La Fiorentina, con Pietro Terracciano, sembra avercela fatta. OTTIME RISPOSTE. Non solo il portiere di Coppa. Se contro Cittadella, Atalanta ed Inter ha difeso lui la porta viola per scelte gerarchiche, contro Parma e Lecce è invece stato costretto a giocare dai problemi fisici di Dragowski.

E le risposte date dall'ex Empoli sono state ottime. Non grandissimo lavoro a dir la verità in due trasferte che hanno visto ducali e salentini non creare granché, ma sempre attento quando chiamato in causa. E domenica, contro il Torino, con grandissima probabilità toccherà ancora a lui difendere la porta viola.

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QUATTRO SU CINQUE. E sarà un caso, ma quando ha giocato Terracciano la sorte ha premiato i viola. Sei punti su sei in Serie A quest'anno. E in due gare decisive per il raggiungimento di una certa tranquillità di classifica. Due vittorie su tre gare in Coppa.

Media punti che sarebbe di quasi 2.5 a gara. Praticamente il doppio di quella a cui viaggia la Fiorentina in stagione. SPOGLIATOIO. Durante il lockdown, mentre la Fiorentina combatteva la sua guerra al coronavirus, ogni calciatore interpellato o quasi faceva il suo nome alla voce compagni più simpatici assieme a Federico Ceccherini.

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Un vero e proprio uomo spogliatoio, che ha aspettato con pazienza la sua occasione e che già l'anno scorso, quando chiamato in causa, non fece certo rimpiangere l'allora titolare viola Alban Lafont. Quest'anno gerarchie di nuovo chiare: Dragowski titolare, Terraccianovice.

Col compito di dargli consigli ma con quel fiato sul collo che fa bene ad un portiere che può rubarti il posto da un momento all'altro. Così chiari, i ruoli, che in estate la Fiorentina decise di non provare neanche a prendere Emiliano Viviano, proprio perché quest'ultimo sarebbe stato troppo ingombrante per lo stesso polacco.

ATTACCAMENTO. Affidabilità, ok ma anche attaccamento. Perché arrivare a vestire la maglia viola era un sogno per lui che è cresciuto col fratello tifoso della Fiorentina guardando dinanzi alla tv le gesta di Batistuta e Rui Costa.

E non parole di rito. Tanto che come quando la Fiorentina prese Lupatelli tra i primi acquisti di Pradé, uomo spogliatoio e dodici, lo stesso è stato fatto anche con lo stesso Terracciano. Domenica altra maglia da titolare in vista per lui.

Per confermarsi amuleto e dare ancora certezze anche per il futuro. Quello dei portieri, d’altronde, è uno dei pochi se non l’unico reparto che ha reso per quello che ci si attendeva, se non oltre.

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