Ancora Commisso: "Basta cori sull'Heysel, Castrovilli presto in Nazionale. Chiesa..."
Appello accorato del Presidente della Fiorentina: no ai cori sull'Heysel e contro i meridionali. Castrovilli presto in Nazionale, su Chiesa tante fake news
Seconda parte dell'intervista a Rocco Commisso al Corriere dello Sport. Si parla subito di Juventus: «Sarà dura, molto dura, ma sono convinto che vedremo una grande Fiorentina. Mi aspetto uno stadio pieno e bellissimo, pieno e civile».
Lei non usa il termine civile a caso. Che cosa pensa dei cori sull’Heysel? «Non voglio più sentirli né sull’Heysel né su Scirea. Si va contro i miei principi. E non voglio più neanche quelli contro il sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi.
Non so chi abbia fatto quei cori, non li conosco, ma non voglio più sentirli. Ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lanciano quelle urla. La Fiorentina è di tutti, mia, dei tifosi e della Fiesole. Quei cori e la violenza no».
Anche per lei questa con la Juve è una partita speciale, sotto molti punti di vista. «Per il mio tifo da bambino... ». Non solo. Ma ci arriviamo. «Ho cominciato a giocare a 6-7 anni, per me l’unico sport era il calcio. Cominciai a tifare Juve perché lì c’erano i migliori giocatori, Sivori, Boniperti, Charles, Nicolè, e perché dal mio paese emigravano a Torino per lavorare, non a Roma o a Milano.
Non sono mai andato allo stadio. Ricordo il blocco juventino ai Mondiali ’82, ma lì c’erano anche Antognoni e Graziani. Prima di arrivare alla Fiorentina avrò visto due partite, una della Nazionale, a Udine, e una dell’Inter, a San Siro, non ricordo neanche contro chi».
Giocherete alle 3 di pomeriggio, si dice su richiesta della Juve perché così verrà vista anche in Cina. «Mi può andare bene, non mi lamento. Ma mi chiedo se la decisione nasca sul momento o ci sia qualcosa di pianificato, non lo so.
I diritti tv all’estero sono importanti, ho molti contatti qui in Usa, ma adesso non posso occuparmene, non ho tempo. Alle riunioni di Lega andrà Barone, poi vedremo». La sfida con la Juve è anche contro il club del caso dell’estate: Chiesa.
«Non abbiamo mai ricevuto una telefonata dalla Juventus o da qualsiasi altro club. La nostra posizione è sempre stata chiara. Però qualcuno continua a tirare fuori sempre la stessa storia, facendo del male al ragazzo. Leggo che Diego Della Valle mi avrebbe fatto lo sconto a patto di non vendere Chiesa: ma quando mai?
Le pare che tolgano settanta milioni da una trattativa? Prima di scrivere fake news i giornalisti dovrebbero verificare le notizie, bastava farmi una telefonata». Ha visto Chiesa in Nazionale? «Ha giocato bene, servito un assist.
Quando lo vedo in azzurro mi emoziono. Gli manca solo il gol. Deve sbloccarsi, spero lo faccia già sabato». Secondo lei chi sarà il prossimo giocatore della Fiorentina che verrà convocato da Mancini? «Castrovilli. Gioca veramente bene, ho letto che faceva il ballerino.
E poi abbiamo Sottil e Ranieri in Under 21. Tanti giovani e di talento. Vlahovic è forte. Montiel è bravo. Non mi prendo meriti, perché c’erano già prima. Mi chiedo solo perché Castrovilli non giocasse già a Firenze l’anno scorso».
C'è entusiasmo tra la gente, ma alla fine conteranno i risultati. Non dovessero arrivare, molti metterebbero in discussione Montella. «I tifosi metteranno in discussione anche me, lo so, fa parte della vita». Lei cosa ne pensa del tecnico?
«E’ diverso da me. Lui è sempre calmo, pacifico, io sono più portato a urlare. Ci sono allenatori che stimolano in modo diverso, ma non dico meglio o peggio. Montella è diverso. Il suo lavoro è un cantiere aperto perché ci sono tanti giocatori nuovi, che neanche si conoscono tra loro.
Abbiamo bisogno di tempo. Con il Napoli la squadra mi era piaciuta, con il Genoa no. Vediamo con la Juve». Lo stadio la emozionerà. «Lo penso anch'io. Ma prima c’è la partita delle ragazze». Domani, con l’Arsenal. «L'ingresso è gratuito, mi aspetto che vada molta gente a tifare per loro.
Ci conto. La Fiorentina è una grande comunità». CLICCA QUI PER LEGGERE LA PRIMA PARTE DELL'INTERVISTA



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