Amoruso a VI.IT: "Gonzalo non lascia eredità a Firenze. Serve un difensore con caratteristiche tecniche simili all'argentino"
Ormai è diventato il 'segreto di Pulcinella': Gonzalo Rodriguez e la Fiorentina, dopo cinque stagioni insieme, a fine campionato imboccheranno strade diverse. Una decisione che ha fatto discutere e ha diviso la tifoseria, tra chi ritiene che sia un errore perdere un leader di reparto e di spogliatoio come Gonzalo e chi pensa che gli anni migliori per l'argentino siano passati.
A proposito di tale tematica, noi di LaViola.it abbiamo voluto ascoltare in esclusiva il parere di Lorenzo Amoruso, difensore che ha vestito la maglia viola dal 1995 al 1997, vincendo con i gigliati una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana.
Che eredità lascia a Firenze l'attuale capitano della Fiorentina?
"Nessun tipo di eredità. Alla fine non ha vinto nulla a Firenze. È un ottimo giocatore, un buonissimo difensore. Però credo che i ricordi siano legati alla vittoria di trofei, non vale solo per lui ma per tutti. I più grandi vengono ricordati per la vittoria di trofei, salvo casi particolari.
Gonzalo ha fatto estremamente bene, più negli anni passati che quest'anno; per un motivo o per l'altro non si è messo d'accordo con la Fiorentina".
Ha in mente un profilo adatto a sostituire Gonzalo alla Fiorentina? "Sicuramente uno dei prossimi difensori che arriverà a Firenze dovrà avere caratteristiche simili all'argentino.
Non so cosa succederà l'anno prossimo, ma se si vuole continuare ad avere una squadra che giochi a calcio in maniera totale occorre un difensore con i piedi discretamente buoni, che sappia iniziare la manovra da dietro e che possa non lasciare questo compito al solo Astori.
Sarebbe troppo facile per gli avversari bloccare l'unica fonte di gioco partente dalla difesa. Per quanto riguarda la leadership che aveva Gonzalo, non si può prendere un calciatore con l'idea che sia già leader: la leadership un giocatore se la deve conquistare sul campo.
Per questo ho parlato di caratteristiche tecniche. Ci sono giocatori che una volta arrivati in Italia perdono la dominanza che avevano in altri campionati. Questo perché il calcio italiano è un campionato molto diverso, molto difficile perché devi applicarti nella tattica perché giustamente gli allenatori sono molto esigenti".
Ha in mente un nome particolare che corrisponda a queste caratteristiche e che vedrebbe bene alla Fiorentina?
"Nomi ce ne sono tanti, ma è difficile poterne fare uno, perché non so che tipo di budget la Fiorentina avrà a disposizione. Se verrà fuori il budget a disposizione di Corvino (e non è assolutamente detto) allora ci si potrà fare un'idea su che tipo di squadra verrà costruita a giugno.
È altrettanto vero che dovrebbe arrivare Milenkovic: a me hanno parlato di un difensore pronto ad essere un titolare in Serie A. Vedremo se questo ragazzo di appena 19-20 anni avrà le capacità di essere un titolare in Italia, dove appunto non è facile mantenere quel tipo di ruolo.
Detto questo, non può essere l'unico rinforzo in difesa. Mi auguro che la Fiorentina possa inserire altri due giocatori a livello difensivo, perché sulle fasce non abbiamo gente neanche all'altezza di poter puntare sull'Europa League".
La Fiorentina avrebbe dovuto fare qualcosa di più per trattenere l'argentino?
"Non credo. Quando si parla di rinnovo di contratto ci dev'essere il benestare di entrambi, entrambe le parti devono essere felici. Probabilmente nel caso di Gonzalo una delle due parti, se si firmasse a queste condizioni, sarebbe scontento.
Non ha senso dunque continuare un matrimonio nel quale uno dei due non sarebbe contento, meglio divorziare".
Riguardo alla partita di sabato: cosa si aspetta dal derby contro l'Empoli? "Sulla carta non ci dovrebbe essere partita: la Fiorentina è nettamente superiore.
Lo ha dimostrato nella gara l'andata, lo dimostrano i tanti punti di differenza e lo dimostra il fatto che l'Empoli nelle ultime nove partite ha raccolto solo un punto e si è avvicinato in maniera pericolosa alla zona retrocessione.
Mi aspetto una partita in cui i viola farà la gara e gli azzurri cercheranno di ribattere colpo su colpo. Però, ripeto, non ci dovrebbe essere storia: la Fiorentina da tre-quattro settimane è forse riuscita davvero ad entrare nella mentalità di dover vincere tutte le partite per poter continuare a cavalcare il sogno dell'Europa League.
L'Empoli, invece, è entrato in un loop dal quale non riesce a venire fuori. Ricominciare quando sei in un momento così difficile non è una passeggiata. Una cosa che la Fiorentina deve sapere (e che Sousa e i suoi ragazzi sapranno sicuramente) è che probabilmente sarà una partita ostruzionistica: l'Empoli la metterà sul piano della corsa e dell'agonismo, chiudendosi in difesa e tentando di ripartire.
Servirà tanta pazienza da parte della Fiorentina: è sicuramente superiore ma trovare spazi, soprattutto all'inizio quando gli azzurri saranno freschi, non sarà semplice".



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