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Amelia: «De Rossi lo vedrei bene a Firenze. Martinelli deve giocare, De Gea...»

L'ex portiere, oggi allenatore, è intervenuto al Pentasport per parlare delle vicende viola

Marco Amelia è intervenuto questa sera a Radio Bruno per parlare del futuro della panchina viola. De Rossi e Grosso li conosce molto bene anche per aver condiviso l'avventura del Mondiale del 2006. «Daniele ha avuto la capacità di adattarsi subito e ha fatto un bel lavoro al Genoa. Fabio è una certezza: è un ragazzo che studia e che si applica, capisce bene l'ambiente nel quale si trova. Per carattere Daniele lo vedo più vicino alla tifoseria viola per come conosco i fiorentini. Lui è allenatore da piazza che vive con grande passione. Fabio lo vedo più in giacca e cravatta, ma entrambi sono ragazzi seri e intelligenti. Poi la realtà dice che De Rossi probabilmente resterà al Genoa, si sta legando molto alla piazza. Grosso non so che farà, ma riceverà delle proposte per poter andare altrove. Tra due-tre settimane la Fiorentina comincerà a prendere le scelte per ripartire».

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SARRI. «Per quello che ho percepito allenerebbe molto volentieri la Fiorentina anche se ancora è legato alla Lazio. La dirigenza dovrà capire bene la direzione da prendere, sarà poi facile scegliere l'allenatore giusto. I nomi fatti sono scelte idonee. Non dimentichiamo poi che a Firenze c'è il Viola Park, una struttura che invidiano tutti gli allenatori in Europa per esprimersi al meglio».

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MARTINELLI. «Martinelli ha dimostrato carattere in un momento difficile della Sampdoria. Deve continuare a giocare. De Gea è una certezza e a Firenze avrebbe poco spazio. Io penso che sia giusto che continui a giocare con continuità da protagonista. Gli anni dove rubare con gli occhi a De Gea li ha già vissuti. Poi gli auguro di tornare a Firenze, i tempi mi sembra combacino anche con quelli di De Gea. Nell'arco di un paio d'anni la Fiorentina potrà contare su di lui».

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DE GEA. «E' normale che quando la squadra è in difficoltà il portiere ne paghi le conseguenze. Quando le cose vanno bene la squadra va oltre l'errore del portiere, quando invece il gruppo non riesce a esprimersi l'errore del portiere costa anche il risultato. Ma io ho visto sempre un ragazzo che ha aiutato il gruppo a venir fuori da un momento molto difficile». 


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