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Serve calma, tempo, lavoro e pazienza ma anche completare la rosa. Jovetic e il no di Babacar. Corvino e quel rinnovo

La Fiorentina torna da San Siro contro l’Inter con una sconfitta, alla fine, meritata. La forza della squadra di Spalletti si sapeva che era superiore ma se poi a questo ci aggiungi errori in serie dei singoli difensori e di tutta la fase difensiva, allora tutto diventa molto più facile per gli avversari vincere la partita.

I giocatori di Pioli hanno subito la forte partenza dei padroni di casa, non riuscendo a ripartire con velocità e soprattutto con le giuste idee di gioco.

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Certo, è anche dura poter pretendere qualcosa da una squadra dove molti giocatori si sono conosciuti per la prima volta in settimana e che proprio a San Siro hanno giocato la loro prima partita assieme.

In tutto questo è chiaro, evidente, che serve tanta pazienza e tanto lavoro per poter rendere competitiva questa squadra.

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Certi errori, però, non è possibile rivederli. Serve maggior concentrazione, maggior controllo e consapevolezza dei propri mezzi.

In alcune situazioni di gioco la Fiorentina ha provato a rispondere con alcune giocate di Eysseric (deve puntare molto di più verso la porta avversaria), di Gil Dias (un esterno d’attacco che può riservare sorprese importanti) e Simeone.

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L’argentino ha cercato di sfruttare al massimo l’unica palla gol con un gran colpo di testa ma ha trovato una gran risposta di Handanovic.

È sicuramente una Fiorentina alla quale mancano diverse cose: personalità, fiducia in sé stessa, giocatori capaci di cambiare ritmo alla gara oppure di cambiarle il volto.

Le intenzioni ci sono tutte, dipende se ci sono tutte le componenti. Pioli al termine della gara ha sottolineato che ci sono stati aspetti positivi che fanno ben sperare e che non ci vorrà molto tempo per vedere la Fiorentina.

C'è da credergli  e avere fiducia.

Pioli avrebbe voluto il gruppo al completo, su cui lavorare da settimane, invece per esigenze societarie e scelte strategiche sul mercato solo alla vigilia della sfida contro l’Inter ha potuto iniziare a preparare la gara di San Siro.

Ripetiamo: tutto e subito è impossibile da avere ed è giusto e doverose concedere tutto il tempo che sarà necessario ma questa squadra contro l’Inter ha mostrato notevoli lacune tecniche e tattiche.

Pantaleo Corvino può operare ancora molto bene sul mercato, visto che in cassa ci sarebbero ancora dai 30 ai 40 milioni di euro.

Servono giocatori di qualità in tutti e tre i reparti, giocatori che possono permettere alla squadra di fare un salto di qualità, altrimenti il rischio che alla fine il campionato della Fiorentina invece di essere dalla parte sinistra della classifica sarà (speriamo di no) sulla destra.

In questa ottica in Fiorentina c’è chi vorrebbe riportare in viola Stevan Jovetic.

Anche il giocatore sarebbe d’accordo e ci sarebbe anche l’ok da parte dell’Inter che contribuirebbe all’operazione. C’è da risolvere, però, la questione legata a Babacar. Con l’arrivo di Jovetic è chiaro che per l’attaccante senegalese si ridurrebbe notevolmente lo spazio per giocare.

Davanti a questa eventualità, e qui è la cosa curiosa, un giocatore chiederebbe di andare via. Babacar, invece, non ha nessuna intenzione di lasciare la Fiorentina. Vedremo quello che accadrà negli ultimi giorni di mercato con una squadra che ha bisogno di essere completata e rinforzata.

Infine, sul rinnovo del contratto di Pantaleo Corvino fino al 2020 avrebbe sorpreso in diversi, anche all’interno della stessa società viola.

Questo perché il rinnovo, Corvino stava lavorando con il contratto in scadenza, è arrivato con il mercato ancora aperto e con i risultati (sul campo e sportivi) che ancora devono arrivare, in un senso o l’altro.

Forse, il rinnovo del contratto di Corvino era soprattutto legato a una clausola che prevedeva il rinnovo automatico se durante il mercato fossero stati raggiunti determinati numeri, obiettivi, soprattutto in attivo, con le cessioni e gli acquisti fatti.

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