Aggrappati ai risultati degli altri più che alle proprie forze. Da Pioli a Montella, crisi senza fine
Un punto in cinque gare con l'Aeroplanino, ma una crisi che nasce da lontano: dal Milan al Milan, in 19 gare ha fatto peggio solo il Chievo.
Sicuramente Stefano Pioli non si aspettava di vedere da lontano, a due giornate dalla fine, la 'sua' Fiorentina ancora in lotta per non retrocedere. L'aveva lasciata il 9 aprile scorso, ferito nell'orgoglio e nella professionalità, con 39 punti in 31 partite, una situazione mediocre di classifica ma lontana dalla lotta salvezza in cui sono stati risucchiati adesso i viola.
Europa irraggiungibile, l'illusione Coppa Italia distante due settimane e un finale di campionato anonimo sullo sfondo. Un mese dopo... la Fiorentina è precipitata in una crisi di cui non si vede il fondo. Con la paura retrocessione che sta prendendo campo minuto dopo minuto.
IMPATTO-FLOP. Un punto in cinque partite, nessuno peggio dei viola nell'ultimo mese. Montella non è riuscito a tirar su la squadra dopo lo shock per le dimissioni di Pioli, e salvo rari sprazzi di reazione in campo è andata spesso una 'non-Fiorentina'.
Il risultato è stato un tracollo senza fondo, sconfitta dopo sconfitta. 'E meno male contro il Bologna i viola 'strapparono' un pareggio', vien da dire, pensando alla prima dell'Aeroplanino e vedendo i rossoblu di Mihajlovic agganciare (e superare, per classifica avulsa insieme al Cagliari) proprio la Fiorentina in graduatoria.
Con le ultime due di campionato che prendono ora la forma di spareggi infernali in chiave salvezza: domenica al Tardini contro il Parma (15° con 38 punti), l'ultimo turno al Franchi contro il Genoa di Prandelli (quart'ultimo a 36 punti).
UN 'MALEDETTO' PUNTO. 'Basterebbe un punto', il leit motiv che va avanti da un mese. Il 'problema', è che per la Fiorentina vista nelle ultime settimane diventa difficile anche ipotizzare un pareggio. Quel segno 'X' a cui era praticamente abbonata (ben 17 pari in stagione).
Specie in partite contro squadre che giocheranno con l'acqua alla gola, con giocatori abituati alla lotta salvezza. Sarebbe tutto nelle mani viola, in teoria. Ma al momento le speranze sono più nei risultati delle altre che nelle proprie forze.
Una squadra impaurita, priva di certezze, senza tanti leader di personalità (Chiesa, tra l'altro un giovanissimo, e pochissimi altri) e con i soliti, evidenti limiti tecnici. Con qualche giocatore spremuto fisicamente e mentalmente, con altri che sembrano aver staccato la spina da un pezzo.
E allora anche fare un punto con il Parma al Tardini è una questione tutt'altro che scontata. Figuriamoci poi la prospettiva di giocarsi tutto al Franchi con Prandelli... CALCOLI E CALENDARIO. Dall'altra parte della lotta salvezza, tutto dipende dall'Empoli: gli azzurri ospiteranno domenica (in contemporanea con i viola) un Torino in piena corsa europea, mentre nell'ultimo turno faranno visita all'Inter (che ancora deve blindare Champions e 3° posto).
Due scogli duri per una squadra pure in forma come quella di Andreazzoli:basterebbe un passo falso contro granata o nerazzurri per 'salvare' la Fiorentina. Così come sabato sera i viola guarderanno con attenzione Genoa-Cagliari: in caso di successo dei sardi, la Fiorentina sarebbe salva (i viola resterebbero in ogni caso a +4 da Prandelli).
Ma, appunto, sono tutti vincoli che dipendono dai risultati delle altre. Quel 'maledetto' punto che separa i viola da una salvezza matematica che sta diventando pian piano una tremenda agonia. Domenica dopo domenica. La vittoria del Bologna sul Parma ha infervorato i contorni del match di domenica prossima al Tardini, ma ha dall'altra parte escluso l'ipotesi (che comunque era minimale) di una Fiorentina retrocessa anche con 41 punti, con due pari tra gialloblu e Genoa.
Questione di classifica avulsa e calcoli incrociati con squadre che potrebbero arrivare a quota 41, ma comunque scongiurati. GIRONE DA RETROCESSIONE. La crisi viola, in ogni caso, ha radici ben più profonde. Dal Milan al Milan, in un girone è cambiato tutto.
La Fiorentina prima di Natale era 7° con 25 punti, a -3 dalla Champions, davanti ad Atalanta, Roma e Torino. Un girone dopo, è a rischio Serie B. Solo 15 punti in 19 partite, come il Frosinone: un ritmo-retrocessione, solo il Chievo ha fatto peggio.
Due sole vittorie in campionato (contro Spal e Chievo) nelle ultime 19 gare, appena 8 successi totali in 36 giornate: solo Frosinone e Chievo hanno fatto peggio. E nell'Era Della Valle, solo nel 2004/2005 c'erano state solo 8 vittorie in 36 partite di campionato (con 38 punti).
Allora fu salvezza all'ultimo tuffo, nel 2012 (quando la Fiorentina aveva 42 punti con 10 vittorie alla 36a giornata) la salvezza arrivò alla penultima giornata grazie a Cerci. CHIAREZZA E FUTURO. Corsi e ricorsi, nei giorni della paura per una salvezza che tarda ad arrivare. "Un minuto dopo la fine del campionato ci saranno molte cose che noi vogliamo affrontare con chiarezza e consapevolezza di quello che vogliamo fare", ha sottolineato nella sua lettera Diego Della Valle. Dopo il 2005 e dopo il 2012, la Fiorentina ebbe la forza di ripartire con nuove idee e nuovi modi di fare calcio.
Altre situazioni, altri rapporti con la piazza. Il futuro adesso, specie dopo il j'accuse di DDV e le contestazioni in serie, con la questione stadio che si allarga di nuovi interrogativi, si fa sempre più intricato. Prima la salvezza da conquistare, poi una 'resa dei conti' in cui si spera, davvero, che venga fatta chiarezza con analisi precise della situazione.
Con annesse autocritiche. Anche se, dopo le parole, serviranno soprattutto i fatti. E al momento resta difficile intravedere un modo per ripartire davvero.



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