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'A che gioco giochiamo?': moduli e scelte, è l'ora di cambiare

Sette punti in sette partite, già 10 gol presi (undicesima difesa di serie A) e 4 sconfitte subite. La Fiorentina Millennials non vince da tre partite e rischia di essere risucchiata nell’anonimato della classifica. La squadra fatica a difendere il vantaggio (è successo nelle ultime due ultime partite), palesa limiti tecnici e finora è riuscita soltanto una volta (contro l’Hellas) a non subire gol.

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Il cantiere resta aperto, Pioli ha bisogno di tempo per lavorare, ma per sfruttare per intero questa sosta dovrà correggere la rotta. Soprattutto a livello tattico. In attesa del miglior Saponara e eventuali acquisti a gennaio, infatti, su questo versante si può lavorare.

Tanto che anche Pioli, finora fedele al 4-2-3-1, ha lasciato intendere che ci saranno novità: «Il modulo?

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Dovrò fare le mie valutazioni», ha detto dopo la cocente sconfitta con il Chievo. Le questioni irrisolte sono sostanzialmente due: la Fiorentina, già reduce da un mercato in chiaroscuro, non ha ancora trovato le soluzioni tattiche che esaltino le qualità di Chiesa, Simeone e Benassi, ovvero l’uomo copertina e i due acquisti più onerosi (quasi 30 milioni in due) dell’estate.

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C’è poi un altro interrogativo: siamo sicuri che una squadra come quella di Pioli possa permettersi quattro giocatori offensivi contemporaneamente? Il 4-2-3-1 è un modulo usatissimo in Europa, che va per la maggiore in Champions e nei club con più talento.

Ma proprio per questo è un sistema tattico che nasce per esaltare dribbling e fraseggi, che rende quando chi lo usa è in grado di occupare stabilmente la trequarti avversaria. Cosa che la Fiorentina non è stata capace di fare.

Di contro, anzi, i viola vanno in crisi a ogni contropiede avversario e troppo spesso lasciano sguarnite le fasce.

Tornando al primo punto, con Chiesa, Pioli ha colto nel segno. Il figlio d’arte adesso è più libero di agire sul fronte d’attacco e tira più in porta, come i due (super) gol già realizzati dimostrano.

Simeone però finora è rimasto troppo isolato (da qui anche l’idea di prendere Thereau last minute), mentre Benassi è già un caso, visto che le difficoltà che incontra a giocare dietro le punte. Poi c’è la questione Saponara, il «10» ideale per accendere il modulo viola.

Dopo mesi di guai Ricky però è ancora in ritardo e lo spezzone di Verona ne è la riprova: anche per questo Pioli potrebbe cambiare. Perché aspettare (fino a quando?) Saponara potrebbe diventare un pericoloso boomerang.

Una riflessione infine la meritano anche le scelte tecniche fatte finora.

Pioli si è affidato a 12 giocatori, lasciando le briciole agli altri (Babacar ha giocato appena 109 minuti, Hugo 102) e zero minuti a giovani come Hagi («Sono deluso, pensavo di meritare spazio», si è sfogato dal ritiro dell’Under 21 romena), Milenkovic, Zekhnini e Lo Faso.

Un cambio di modulo potrebbe giovare anche a chi, finora, ha morso il freno in panchina. Entusiasmo, buon senso e meno campo per gli avversari. Forse così la baby Fiorentina potrà ricominciare a fare punti.

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