A caccia della doppietta: contro Genoa e Pescara i viola possono tornare in corsa Europa
Una doppietta per spingere la rimonta. E avvicinare a grandi passi almeno il sesto posto. Fare tabelle nel calcio è sempre molto pericoloso, ma di certo contro Genoa e Pescara la Fiorentina non può sbagliare.
L’assist del calendario infatti è troppo ghiotto per non essere trasformato in punti.
Sei per l’esattezza: vincendo domenica coi rossoblu e poi mercoledì prossimo nel recupero in Abruzzo, Paulo Sousa andrebbe come minimo a -3 dall’Inter e a -2 dall’Atalanta (hanno entrambe una gara in più), ma anche il Milan di Montella (ora a +4) rischierebbe di essere avvicinato dai viola.
Ecco perché il doppio appuntamento di questi giorni è fondamentale per i piani europei di Sousa.
Oltre al calendario tra l’altro, a dare una mano ci sono anche l’emergenza genoana e il tabellone di coppa Italia. Juric infatti a Firenze giocherà senza l’intero centrocampo titolare (Veloso e Rigoni fuori per infortunio, Rincon appena ceduto alla Juve e Cataldi squalificato) e sarà costretto a far debuttare l’ex palermitano Hiljemark in coppia con Cofie, mentre per quanto riguarda la coppa, l’arrivo in semifinale di quasi tutte le grandi (la prossima settimana si giocheranno gli ultimi due quarti), lascia pensare che alla fine, a meno di un clamoroso miracolo del Cesena, sia proprio una delle squadre che al momento occupano le prime 4-5 posizioni ad alzare la coppa.
Cosa che indirettamente farebbe comodo alla Fiorentina, visto che in quel caso anche il sesto posto in campionato, varrebbe la qualificazione ai preliminari di Europa League.
La strada della rimonta è stretta, ma ancora non è del tutto chiusa. Di certo contro il Grifone, Paulo dovrà ridurre al minimo indispensabile il turnover. No dunque alla maxi rivoluzione che il mese scorso, a Marassi, gli è costata una figuraccia.
Con Milic improbabile ala sinistra, Zarate titolare e centravanti dopo mesi di dimenticatoio, Vecino trequartista e Ilicic e Kalinic confinati in panchina, la Fiorentina ha finito per uscire sconfitta (gol di Lazovic) da quell’ora di partita che restava da giocare dopo l’interruzione di settembre.
Un’autentica figuraccia che ha pesato anche sui giudizi sull’allenatore (il Genoa tra l’altro dopo quel successo non ha più vinto ed è stato fischiato dopo l’ultimo pareggio interno con il Crotone), che in ogni caso ha sempre difeso le sue scelte: «C’era bisogno di cambiare, in molti erano affaticati e Kalinic avrebbe rischiato di farsi male», ha ripetuto più volte il portoghese.
Stavolta, come detto, la storia sarà un po’ diversa.
Chiesa dovrebbe riposare, in difesa si potrebbe cambiare ancora in attesa del rientro di Gonzalo (toccherà a De Maio?). Lo zoccolo duro della squadra però resterà quello, perché questo è il momento di spingere sull’acceleratore e capitalizzare la doppia vittoria consecutiva contro Juventus e Chievo.
La sconfitta di Napoli in fondo ha mostrato una Fiorentina in saluta, tonica, niente affatto dimessa al cospetto di una squadra più forte.
Battere Genoa e il quasi retrocesso Pescara dunque. Perché fallire vorrebbe dire rialzare il polverone delle polemiche (tra i tifosi ovviamente non c’è grande soddisfazione per il mercato di gennaio, nonostante che proprio ieri i cinesi del Tianjin abbiano sancito l’addio a Kalinic e virato sull’ex milanista Pato) e perché vincere invece significherebbe mantenere e addirittura l’ottimo ruolino di marcia di questo 2017.
Poi, certo, arriveranno anche gli scontri diretti (a Roma contro Spalletti e a Milano con l’ex Montella), ci sarà la coppa Uefa contro il Borussia e l’ennesimo periodo da vivere tutto d’un fiato con ben otto partite programmate nei prossimi 29 giorni.
Le vittorie però portano entusiasmo e aiutano a non sentire fatica e pressione psicologica. Affrontare il periodo clou nel bel mezzo dell’ammucchiata per un posto in Europa, metterebbe pressione anche agli altri. Niente scherzi insomma.
Serve una doppietta e per prendersela servirà mettere in campo la stessa Fiorentina vista e applaudita nelle ultime settimane.



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