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In attesa di input dai vertici. Qualche pilastro c’è, ma per lottare stabilmente per l’Europa servono innesti importanti

Lottare stabilmente per l’Europa”, “la prossima estate non avremo bisogno di cedere per comprare”, “innalzeremo il monte ingaggi”. Per ora restiamo alle parole. Le prime, di Andrea Della Valle, quelle a seguire di Pantaleo Corvino.

Per quanto riguarda i fatti, siamo invece alle solite. E’ tempo di attesa nelle case degli uomini mercato viola. Badelj si/no è il primo grande nodo e snodo. L’altro sarà a metà giugno, doppio, tra la sentenza Uefa sul Milan ed il CdA, quello vero, che dirà che estate attenderà Firenze, la Fiorentina, e Corvino.

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Perché se il mantra di questa stagione è stato il ‘abbiamo gettato le basi, con pilastri per un solido futuro’, fino a qualche settimana fa i muri portanti erano forse qualcuno in più rispetto a quelli con cui va in cascina Maggio e si apre Giugno.

Dalla necessità di trovare un 1 ed un 12, dalle perplessità su Saponara, intese come una ricorrente questione se sia il caso o meno costruire la rosa attorno alla figura del trequartista o meno, l’ormai sempre meno certo rinnovo di Badelj, un vice Simeone, un esterno forte, un esterno valido, un altro forte centrocampista che sostituisca il croato più uno che possa fare il titolare, un centrale difensivo, ed almeno un esterno difensivo.

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Non poco, dunque. Ma al momento Corvino è solamente ai sondaggi. Anche perché senza sapere se la Fiorentina sarà o meno in Europa, e senza sapere quanto budget ha a disposizione, altrimenti non potrebbe fare. Detto che quando si ha a che fare con la Fiorentina, Europa o meno, si dovrebbe comunque cercare sempre di fare una rosa importante.

Ma forse, questo, è un concetto d’altri tempi e altre epoche storiche. Piace molto Faragò. Che potrebbe fare sia l’esterno alto, che basso, che l’interno di centrocampo. Costa 5 milioni, per il Cagliari non è in vendita ma con l’offerta giusta si sa, gli scenari potrebbero cambiare.

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A Corvino piace da tempo, ed il suo nome è caldo. Così come le premesse su Vlahovic sono ai limiti del sorprendente. C’è poi un plotone di giovani in rampa di lancio, da Venuti a Castrovilli, passando per Diks, con dalla Primavera (che continua il suo cammino nelle finali scudetto) diversi elementi che verranno valutati.

Il centrocampista offensivo Rodrigo De Paul piace molto, ma non è una primissima scelta. Il nodo principale, per partire, è il portiere. Meret, è fuori portata. Difficilmente Corvino ha speso cifre vicine ai 10 milioni per un portiere in carriera.

Più facile arrivare a Skorupski, così come a Cragno. Anche se per entrambi non sono previsti regali. Anzi.

Tuttavia, per quanto riguarda gli innesti importanti per fare il salto di qualità, non è ancora il momento. Si attendono sviluppi, ed input.

Le basi gettate sono già solide. Ma servono almeno 3-4 innesti pesanti che al momento, però, non possono arrivare. Anche perché prima servirà trovare i soldi per comprare. Qualche milione è in cassa, frutto dell’estate scorsa.

Poi, Corvino, dovrà prima liberarsi di una schiera di giocatori in partenza. Gaspar, Maxi Olivera, Dragowski, Sanchez, Tomovic (che potrebbe rientrare alla base), Eysseric, Cristoforo. E con questi sperare di monetizzare il più possibile.

Standby, per il momento, dunque. Salto di qualità cercasi, ma servirà ancora tempo.

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