Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Da Vlahovic a Boa fino a Chiesa punta. Gerarchie, promossi e bocciati. Ora c’è anche Pedro

Adesso in attacco c’è anche Pedro a disposizione di Montella. Fin qui le gerarchie sono state cambiate più volte. Ma il problema gol degli attaccanti non è mai scomparso. Anzi

Pedro è arrivato con una forza muscolare molto ridotta, adesso è pronto”. Daniele Pradé lo ha detto chiaro e tondo. Adesso l’attaccante brasiliano è da considerare completamente a disposizione di Vincenzo Montella. Ancora non avrà minutaggio, che dovrà trovare con il passare delle partite e delle settimane di lavoro, ma se da qui in avanti non giocherà sarà solo e soltanto per una scelta tecnica.

sponsored

DA BALLOTTAGGIO A LOTTA A TRE Adesso, per occupare la casella di nove, non sono più in due ma in tre.

Quasi quattro. Perché non va dimenticata la candidatura di Chiesa, che proprio per volontà e idea di Montella, nelle gerarchie, ha scalzato a lungo da un ruolo di punta sia il Boa che Dusan prima, e adesso può farlo anche con Pedro stesso.

sponsored

Molto lascia pensare, tuttavia, che nel momento in cui Chiesa tornerà al cento per cento (“dobbiamo gestirlo, visti questi risentimenti agli adduttori” come detto dal ds viola Pradé) l’ipotesi di un Federico esterno, con Ribery e una punta nel 3-5-2 sia quella destinata a diventare la principale candidata nei ‘campetti’ prepartita, con tuttavia diverse variabili da non scartare.

sponsored
SALI E SCENDI In origine, ma non c’era ancora Ribery in condizione, Montella col Napoli partì con Vlahovic dal primo minuto giocando col 4-3-3, per mettere poi Boateng dal 1’ a Marassi.

Dalla Juve in poi, invece, dentro il tandem Ribery-Chiesa, fino alla squalifica del francese con Boateng preferito al serbo contro Parma e Sassuolo, fino all’inversione di tendenza con Cagliari e Verona in cui Vlahovic ha giocato al posto proprio di Boateng.

E ora? Ecco la candidatura forte anche di Pedro. BENEDETTA ABBONDANZA O SOVRAFFOLLAMENTO? Se le idee non sono quindi mai state chiarissime fin qui, sia a livello di gerarchie che tattiche, Montella dovrà fare i conti con un investimento oneroso fatto sull’ex Fluminense, il più oneroso acquisto estivo della prima sessione di mercato targata Commisso-Pradé, che cerca spazio.

Con un calciatore d’esperienza come Boateng che fin qui di occasioni ne ha avute, spesso se non quasi sempre deludendo, ma che nello spogliatoio ha comunque un peso specifico importante, che con un Vlahovic che scalpita, anche se dopo la doppietta a Cagliari non è certo andato benissimo a Verona.

C’è chi davanti ha le idee sempre chiare, come ad esempio Conte all’Inter che non tocca mai la coppia Lukaku-Lautaro, anche se c’è Sanchez come alternativa che tuttavia è ai box per infortunio, c’è chi come Immobile o Dzeko a Roma sono intoccabili, c’erano Toni e Mutu ai tempi di Prandelli, così come Jovetic-Ljajic nel primo Montella in cui ogni tanto si inseriva lo stesso Toni.

E poi c’è l’abbondanza di soluzioni in casa Fiorentina. Farla diventare una risorsa, e quindi benedetta, piuttosto che un problema di sovraffollamento toccherà a Montella. Anche perché poi ci sono Sottil e Ghezzal. Il primo che dopo un buon impatto si è un po’ perso, trovando sempre meno spazio, e il secondo che sembra poterne avere di più, ma che è stato usato col contagocce anche in virtù di un assetto tattico che ad entrambi, a dir la verità, sembrerebbe più congeniale in un 4-3-3.

E ora c’è anche Pedro, che in questo momento in cui la Fiorentina, con i propri attaccanti, non segna quasi mai, (a parte Vlahovic a Cagliari e Chiesa con la Lazionelle ultime 7 gare giocate hanno segnato solo Castrovilli e Milenkovic ) non può essere che visto come una risorsa preziosissima.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento

ULTIME NOTIZIE