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Viviano: “Giocare alla Fiorentina (che amo) è stato il massimo. Rui Costa? Lo adoravo”

L'ex portiere gigliato: "Pensare di passare dalla curva, ad essere quello che gioca in campo: mi sembrava di essere in una dimensione parallela"

Parla così l’ex portiere e tifoso della Fiorentina Emiliano Viviano al sito di Gianluca Di Marzio: Fiorentina? “Mia figlia si chiama Viola. Si parla spesso di un calciatore che è tifoso, chi della Juve chi del Milan: io però ho fatto dieci anni di partite sugli spalti, tutte in casa e spesso fuori.

Sono partito dalle giovanili, ero abbonato in Fiesole anche quando giocavo a Brescia. Pensare di passare da lassù, in curva, ad essere quello che gioca in campo: mi sembrava di essere in una dimensione parallela, nonostante a Firenze sia tornato con 250 partite alle spalle, ma il fatto di amare i colori viola non è stata una pressione, anche una partita con quella maglia era il massimo che potessi raggiungere”.

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Idolo? ”Manuel Rui Costa, lo adoravo. E sua è anche la maglia della mia collezione alla quale tengo di più, assieme a quella di Gabriel Batistuta. Mi piacevano tanti portieri, ma non sognavo di essere un portiere in particolare: quando sono cresciuto io c’era la sfida tra Buffon e Toldo, io ovviamente tenevo per il secondo perché giocava nella mia Fiorentina”.

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Zaniolo? Mi ha impressionato per la forza, ha un motore pazzesco nelle gambe: lo conosco bene, ho giocato contro suo papà, ha testa e mi piace anche come ragazzo. Un altro bravo è Chiesa, che effetto vederli in campo avendo affrontato i genitori.

Ma sono tanti i compagni di squadra che ora fanno gli allenatori o i dirigenti. Penso a Di Biagio, a De Zerbi”

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