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Viola troppo fragile, il Milan vince facilmente senza Ibra. Gol su corner un'aggravante

La Fiorentina parte ambiziosa, ma i rossoneri fanno sempre male quando ripartono. E alla fine controllano senza problemi la partita

Il Milan ha sconfitto la Fiorentina e lo ha fatto con la sicurezza della squadra che non ha paura di comandare. L’assenza di Ibrahimovic non ha inciso. I rossoneri ieri hanno mostrato mentalità e maturità. Possono competere per lo scudetto, scrive La Gazzetta dello Sport.

INIZIO. La propositività della Fiorentina, l’efficacia del Milan. Esser costruttivi è cosa buona e giusta, a patto di non porgere tutte e due le guance e farsi prendere a sberle su ogni ribaltamento. La Fiorentina ha giocato un ambizioso scorcio iniziale di gara, in cui si è avvicinata a Donnarumma.

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Ad ogni minima ripartenza del Milan è stata però affettata dalle incursioni di Saelemaekers e Hernandez sulle corsie esterne. Incontenibile il belga, sempre più insistente e martellante nelle sue percussioni. Sulle corsie laterali il Milan viaggia a velocità superiori.

Era scritto che il gol sarebbe arrivato, troppo alati i rossoneri e troppo friabile la fase difensiva viola. GOL MILAN. Il fatto che l’1-0 abbia preso corpo su un corner rappresenta un’aggravante. Sulle palle inattive i prandelliani si dislocavano a zona e al primo calcio d’angolo il Milan, con un soffio di Romagnoli, ha buttato giù il castello di cartone davanti a Dragowski.

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La Fiorentina è stata sfortunata, ha colpito un palo con Vlahovic, poi è ricascata sulle scale della sua fragilità. Ha donato due rigori al Milan, e sul secondo si può discutere, ma non è stato scandaloso concederlo. Kessie ha trasformato un penalty e con benevolenza ha devoluto l’altro a Dragowski.

CAMBI. All’intervallo Prandelli ha dato una mischiata alle carte del suo mazzo, fuori Callejon e dentro Bonaventura. Non più 4-3-3 o 4-4-2 a seconda delle fasi, ma 4-3-1-2, con l’ex rossonero trequartista e con Pulgar vertice basso del centrocampo.

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Prandelli ha cercato rifugio nel “rombo”, lo schema della sua Nazionale, però il ritorno al passato non ha funzionato. La Fiorentina è finita dentro un imbuto. Ha avuto un’altra grossa chance con Ribery, ma Donnarumma è stato superlativo per la seconda volta.

Nella ripresa il Milan è entrato in modalità amministrazione. Ha disdegnato il terzo gol, anche se Calhanoglu ci è andato vicino (palo), ma non ha patito cali di tensione e ha sedato la Fiorentina.

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