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Viola Park, necessarie nuove recinzioni: "La legge impone gli stessi paletti di San Siro e dell'Olimpico"

Le parole di Casamonti e Barone: "Controtendenza rispetto alla normativa Uefa, che vuole un calcio senza barriere"

Si parla ancora dei ritardi di agibilità al Viola Park sul Corriere dello Sport - Stadio. Nel dibattito di queste ore qualcuno ha puntato il dito contro i tecnici diArchea, che seguono il progetto fin dall’inizio. "Per due stadi dedicati a giovani e bambini la legge impone gli stessi paletti di San Siro e dell’Olimpico - ha spiegato l’architetto Marco Casamonti -.

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Parliamo di normative vetuste che non aiutano chi ha visione e decide di investire, come Commisso e la Fiorentina. Volevamo due mini-stadi senza barriere, dove il contatto tra giocatori e pubblico fosse un valore aggiunto. Non è stato possibile e quindi abbiamo rinunciato alla deroga che avrebbe ulteriormente allungato i tempi, tornando al progetto tradizionale".

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MODIFICHE. La Fiorentina è stata così costretta ad alzare le recinzioni, a modificare la viabilità e a proteggere i vetri del ristorante che si trova al livello del terreno di gioco (e che affaccia direttamente sul campo). "Tutto questo va in controtendenza anche rispetto alle normative Uefa, che puntano invece a un calcio senza barriere", fa notare Barone.

Il club a luglio si è quindi adeguato a una serie di richieste, ma a fronte di nuove indicazioni da soddisfare ora si sente preso in giro. La prossima riunione della commissione pubblico spettacolo, il 14 settembre, sarà una tappa fondamentale per il destino del Viola Park.

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