Viola 'operaia': grinta sì, gioco ancora poco. Ma serve una mano anche dal mercato
Due punti buttati via con le ingenuità nel finale. Strada lunga per Iachini, ma devono anche arrivare giocatori per cambiare una situazione complicata.
La faccia di Iachini a fine partita era tutto un programma. Riassunto di quanta amarezza circolasse nelle vene dei viola, rabbia per aver buttato via due punti che avrebbero significato una grandissima ventata d'ottimismo alla prima del 2020.
Invece il gol di Orsolini al 94' ha fatto rientrare il sorriso di Commisso e gli altri 2200 cuori viola giunti a Bologna sperando in una sterzata. Una Fiorentina 'operaia', fatta di grinta e concretezza. Iachini chiedeva di 'giocare il pallone in avanti, non indietro'.
La prima idea si è vista, pur con errori e la ricerca di diversi palloni lunghi prima del fraseggio rischioso. E il tutto stava anche funzionando, grazie alla perla di Benassi. Ma la 'barricata' è poi crollata sull'ingenuità grossolana di Pezzella, sull'incomprensione sulla composizione della barriera e sull'intervento tutt'altro che perfetto di Dragowski.
GRINTA. Serviva innanzitutto una svolta a livello mentale. E la risposta dei giocatori in campo è stata tosta. Contro un Bologna più organizzato, più 'squadra', e anche più tecnico dalla cintola in su. Con umiltà la Fiorentina ha accettato la superiorità della formazione di Mihajlovic.
Costruendo sul gran gol di Benassi una partita di sacrificio, con diversi errori tecnici e con un baricentro fin troppo basso nell'ultima mezz'ora. Quando Sinisa ha inserito due punte in più mentre Iachini ha mandato dentro Venuti e Ceccherini.
Le giocate dei singoli (Orsolini in positivo, Pezzella e Dragowski in negativo) hanno fatto però la differenza a fine recupero, dopo che il portiere viola aveva comunque tenuto in gara la Fiorentina con diversi interventi. POCO GIOCO.
Chiaro che dopo una sola settimana di lavoro era difficile vedere dei risultati evidenti dal punto di vista fisico, così come soprattutto sul piano tattico e di gioco. Tanti errori tecnici, come spesso è accaduto anche con Montella (i giocatori, del resto, quelli sono), poche idee offensive e scarsa capacità di tener su il pallone quando il Bologna ha alzato il baricentro nell'ultima mezz'ora.
Ma nonostante tutto, fino al 93', la Fiorentina stava portando a casa tre punti importantissimi. SPRECHI. Cosa che avrebbe potuto fare, al di là dell'episodio finale, se avesse concretizzato le due migliori occasioni in contropiede.
Prima con Chiesa che, mandato in porta da Castrovilli, si è accentrato troppo non riuscendo ad infilare Skorupski (poteva calciare di sinistro). Poi, soprattutto, con Dalbert, che dopo aver superato in velocità l'ultimo difensore rossoblu, e con Chiesa solissimo in campo aperto, ha tentato di superare Skorupski da metà campo, cercando un tiro che va ben oltre il suo repertorio tecnico.
Sarebbe stato un altro finale, senza dubbio. INDICAZIONI. Restano poi altre considerazioni nella prima Viola di Iachini. Come un Benassi rilanciato (da lui devono venire alcuni gol mancati nella prima parte di stagione), l'incompatibilità tra Pulgar e Badelj, la forte necessità di un centrocampista di livello.
Così come davanti. Boateng ha dato poco o nulla da quando è entrato, Vlahovic è incappato in una giornata no e ha fatto capire come a 20 anni la continuità sia un aspetto complicato da pretendere, mentre Pedro è rimasto nuovamente in panchina.
MERCATO. E proprio dall'attacco dovrà partire il mercato viola. A Iachini sono stati dati i primi giorni di lavoro con il gruppo, per conoscere il 'materiale' a disposizione. Ma adesso servono rinforzi per una squadra che ha diversi problemi.
Cutrone il nome 'caldo' per l'attacco (si lavora sul prestito - anche di 18 mesi con obbligo di riscatto - con il Wolverhampton), anche se probabilmente non basterà da solo a risolvere le difficoltà offensive. Anche in mezzo al campo, oltre a Duncan o Meité, servirebbe un giocatore importante di qualità.
Commisso è tornato sabato a Firenze, nelle riunioni con Pradè e Barone potrà dare impulso agli obiettivi di mercato. "Se prendiamo qualcuno lo voglio per più di sei mesi. Voglio rinforzare la squadra per oggi ma anche per domani”, ha fatto sapere il presidente viola.
Giocatori per il presente ma anche per il futuro, quando la società vuole alzare l'asticella delle ambizioni. Anche se trovarsi a trattare con un Sassuolo che chiede 20 milioni per Duncan, o un Torino che ne chiede 10 per Meité e anche di più per Bonifazi, fa capire quanto complicato sia il mercato di gennaio.
Ma al di là di tutto, servono adesso rinforzi, anche perché la classifica è sempre più preoccupante. SCONTRO DIRETTO. Perché con 18 punti in 18 partite, e la zona retrocessione che è a quattro punti, la Fiorentina è completamente invischiata nella lotta salvezza.
Domenica prossima un vero e proprio scontro diretto per chiudere il girone d'andata, contro la Spal ultima in classifica a -6 dai viola. Con Verona-Genoa, Samp-Brescia e Udinese-Sassuolo ad animare un turno di fuoco. Poi il Napoli, l'altro scontro diretto con il Genoa, Juve e Atalanta.
Calendario complicato con una Fiorentina che non vince da nove gare (3 punti in 8 partite). Iachini avrà un'altra settimana di lavoro per dare nuovi impulsi alla squadra. Ma dalla società servirà una mano importante dal mercato.



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