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Viaggio nel Viola Club Londra, pronto ad accogliere la Fiorentina: «Grande emozione. Un sogno avere qui i tifosi viola»

Viaggio nel Viola Club Londra, pronto ad accogliere la Fiorentina per la trasferta in casa del Crystal Palace

Per una volta giocano in casa. E la soddisfazione è doppia. Per la Fiorentina in arrivo nel Regno Unito in fermento c'è il Viola Club Londra. Quarantasei iscritti, è uno dei club più attivi sparsi per il mondo e l'Europa. Non si perdono una partita. Né in casa e nemmeno in trasferta. «Molti di noi saranno allo stadio - ci racconta la presidente Emma Diana, fiorentina di nascita e super tifosa viola -. Quanto abbiamo patito per questi biglietti! Avere la Fiorentina a casa è più che emozionante, non solo perché veder giocare la nostra amata squadra su un campo di Premier League ha sempre il suo fascino, ma averla qui, avere i tifosi tra di noi, non ha prezzo. È come unire due delle cose più importanti: la nostra amata Fiorentina e la città che adesso, ahimè, chiamiamo casa».

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Un club vivo più che mai, per un paio di giorni al centro del mondo viola. Hanno organizzato la visione del match, gli spostamenti verso lo stadio, tutto quello che può servire ai tifosi in arrivo da Firenze e non solo
«La nostra passione nasce non solo dalla tradizione che ci è stata insegnata sin da piccoli, ma cresce ancora di più quando si è lontani da casa. Firenze per noi è molto più di quello che si pensa: è un rifugio, è famiglia ed è, a volte, anche simbolo di sacrificio. È il punto a cui tornare anche quando si è lontani. Ritrovarsi a Londra è come aver creato il nostro piccolo 'purple block' in una metropoli così grande, e il pub diventa per noi la nostra piccola Firenze: un posto dove ci si ritrova, si condivide tutto e si vive la partita insieme».

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L'idea nasce da lontano. 
«E' una storia divertente, perché il Viola Club Londra esisteva già dagli anni ’90: erano tifosi inglesi innamorati di Firenze e della Fiorentina, in un periodo in cui qui si vedeva ancora la Serie A su Channel 4 la domenica. Poi piano piano si è spento, intorno ai primi anni 2000. Nel 2013 un gruppetto di ragazzi fiorentini, con Matteo Fontani, ha deciso di rimetterlo in piedi, un po’ per scherzo e un po’ per vedere quanti “malati di viola” c’erano in giro per Londra. E da lì è ripartito tutto. Ci sono state varie fasi: la prima molto bella, anche grazie alla Fiorentina di Montella, e con momenti particolari come Viviano che veniva a vedere le partite con noi quando era all’Arsenal. Poi un periodo più complicato, tra risultati, la perdita di Astori e soprattutto la Brexit. Dopo il Covid è ripartito tutto di nuovo, con nuovi ragazzi, nuove energie e con la Fiorentina di Italiano che ha dato una bella spinta anche da lontano. E adesso siamo qui, fra un giovedì e una domenica, a ritrovarci sempre allo stesso modo, perché si sa, mal comune mezzo gaudio!».

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Dicevamo, 46 iscritti. 
«Molti di loro sono membri storici - continua Emma - ma tanti altri sono studenti e professionisti che si trovano qui per qualche mese o qualche anno. E poi tanti tifosi di passaggio, che si legano a noi in maniera molto forte: loro ci portano un po’ di fiorentinità quando manca, e noi li facciamo sentire a casa per novanta minuti. Anche la squadra di calcetto che gioca nella London Supporters League è motivo di grande orgoglio per noi ed è un altro modo per fare gruppo indossando la maglia viola anche qui a Londra».

Andiamo sul pratico. Quando ci sono le partite come vi organizzate? 
«Per le partite abbiamo due location. Il The Italian Corner al Mercato Metropolitano (Elephant & Castle), dove seguiamo la Serie A. Oltretutto ci ospita un grande membro del club e giocatore della Supporters League; quindi, è un posto molto speciale per noi. E la Conference (speriamo per molto ancora) la guardiamo a Covent Garden, al Bat & Ball: un bar sport ben fornito, anche lì con un tocco viola. Infatti, la partita col Palace la guarderemo lì con chi non sarà allo stadio, posto prenotato già dal primo pomeriggio!».

Per una volta giocate in casa...
«Siamo incredibilmente entusiasti, anche perché la Fiorentina qua è vista molto bene, pur sapendo il momento da cui arriviamo. Il calcio qui è molto diverso, si sa, ma la Fiorentina ha sempre portato con sé uno charm diverso dagli altri: saranno i giocatori, il tifo, la città che rappresenta. Sono forse più entusiasti loro di ospitarci! Abbiamo cercato di rendere le cose il più semplici possibile per chi è tanto che non viene a Londra o per chi non c’è mai stato. Ci tenevamo davvero tanto a poter essere un punto di appoggio per tutti i nostri viola in una città così grande, anche perché, dopo anni qui, era il momento che tutte le nostre vicissitudini potessero servire a qualcosa… E poi è semplice: avere Firenze qua, anche solo per qualche giorno, è il sogno di tutti i fiorentini che vivono a Londra, ormai da tantissimi anni».


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