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Via alla 'ripresina': ancora niente partitelle. Controlli federali in casa Fiorentina

Ok ad allenamenti a piccoli gruppi, ma sempre a distanza. E niente schemi. La proposta sul protocollo: no al ritiro blindato ma più tamponi

Da una parte la frenata del premier Conte sulla ripartenza del calcio. Dall’altra la sorprendente “resurrezione” del protocollo per gli allenamenti collettivi che evidentemente deve avere sette vite (e ne ha già consumate diverse).

Dato in agonia giovedì sera, quando club e calciatori avevano fatto fuori il ritiro blindato rinviandolo a data da destinarsi, nelle ultime ore ha trovato ossigeno. Le parole di apertura del ministro Spadafora erano state una spia dell’esistenza di un varco in un muro che sembrava invalicabile.

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Ieri, le diplomazie, politiche e calcistiche, hanno ripreso a lavorare. Figc e Lega stanno aggiornando la proposta che è stata anticipata al governo, scrive La Gazzetta dello Sport. FRENATA. Le diplomazie sono al lavoro. Anche se, ieri, Conte è stato molto prudente: «Da lunedì riprenderanno gli allenamenti degli sport di squadra.

Quindi anche del calcio». Poi il premier ha spinto sul freno (frenatina o frenatona lo capiremo nei prossimi giorni): «Il calcio è un tema che porta a molte sollecitazioni. Il ministro Spadafora è molto responsabile, come tutto il governo.

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Bisogna che si realizzino le condizioni della ripresa del campionato, non solo del calcio. Per avere una data bisogna avere qualche garanzia in più che in questo momento non c’è». CAMBIA POCO. Calma calcio, non correre troppo.

Anche perché proprio la reclamizzatissima data del 18 maggio è stata una montagna che per ora ha partorito il topolino: da domani cambierà poco o nulla nella preparazione delle squadre di serie A. Scomparirà la «forma individuale» degli allenamenti.

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Ma schemi e partitelle resteranno ancora vietati. Saranno possibili esercizi in piccoli gruppi, a quanto sembra anche con il pallone, ma rispettando il famoso distanziamento, che per l’attività sportiva è fissato sempre in 2 metri.

Il dpcm approvato ricorda come condizione «il rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse». PROPOSTA. Sarà l’effetto Bundesliga, sarà la nuova linea «riaperturista» venuta fuori dal confronto governo-regioni o il cambiamento di impostazione dell’Inail rispetto alle responsabilità dei datori di lavoro in caso di positività del lavoratore (anche nel calcio), ma il no al raduno blindato non ha azzerato le possibilità di riavviare la macchina.

Sull’asse Gravina-Spadafora fervono i contatti per la correzione in corsa del protocollo. Oggi è in programma un punto Figc-Lega serie A. Ci si muove su una proposta che può essere semplificata così: niente ritiro blindato, ma tamponi e test sierologici in più per monitorare la «negativizzazione» di tutto il gruppo.

RITIRO. La maggior parte dei club non andrà in ritiro. Il Parma ha invece scelto di cominciare in base al protocollo validato dal Cts: calciatori e gruppo squadra dormiranno in ritiro e dovrebbero poter svolgere allenamenti collettivi senza limitazioni.

Dovrebbero perché ora la «copertura» del protocollo non c’è. Una strana situazione, mentre il club emiliano ieri ha anche comunicato che due suoi giocatori sono in isolamento,«perché positivi al primo tampone e negativi al secondo».

CONTROLLI. In questa incertezza, con gli allenamenti individuali che diventano solo un po’ collettivi, c’è anche il monitoraggio della Figc dopo il giallo sulle partitelle vietate della Lazio a Formello. Ieri, proprio nel centro di allenamento biancoceleste, sono arrivati gli ispettori federali per verificare il rispetto delle norme.

Stessa scena al Napoli e alla Fiorentina.

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