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Verso un lento rientro nel calcio giocato: che Fiorentina troveranno i tifosi? Ribery è la certezza, forma fisica e motivazioni il vero rebus

Difficile prevedere come cambieranno i rapporti di forza della Serie A dopo due drammatici mesi di stop totale. La Fiorentina deve iniziare a costruire il futuro, appoggiandosi nelle difficoltà sul veterano francese

Affannosamente ci si avvia verso la fine dell'ora più buia. La quarantena stretta sta per terminare e, sebbene il ritorno alla normalità sarà assai graduale e non sarà possibile eliminare le scorie del mastodontico dramma vissuto, tutti gli italiani hanno cerchiato col pennarello rosso la data del 4 maggio per poter tornare a uscire di casa.

Lo stesso vale per il calcio professionistico italiano e la voracità della sua governance, che finalmente può iniziare a pianificare seriamente il proprio futuro prossimo. Sebbene gran parte dei tifosi siano contrari alla ripresa del campionato (come suggerito dal nostro sondaggio), a molti farà piacere poter tornare a parlare di calcio giocato.

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La Serie A è pronta a riprendere gli allenamenti, ma il ministro dello Sport Spadafora continua a predicare prudenza. Forse si dovrà attendere fino al 18 maggio per sedute di allenamento collettive e un ulteriore mese per le prime partite.

Sta di fatto, tuttavia, che dal 4 maggio le squadre come i cittadini italiani torneranno pian piano alla propria quotidianità, per cercare di concludere entro l'estate il campionato di calcio. FATTORE R. La Fiorentina è attesa da un probabile rientro non semplice.

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La posizione di classifica resta incerta, sebbene dopo l'arrivo di Iachini le cose siano migliorate. I viola dovranno ritrovare subito concentrazione e condizione fisica per non farsi trascinare nuovamente nella lotta per non retrocedere.

Chiaramente il fattore che gioca in favore di Pezzella e compagni è il rientro di Ribery: innegabile che quest'anno si sia vista una Fiorentina con il francese in campo e un'altra senza. Vista la poca qualità di cui è composta l'attuale rosa, con il solo Castrovilli e a tratti Chiesa a illuminare la manovra viola in assenza dell'ex Bayern, affidare la regia offensiva della squadra a uno dei migliori rifinitori della storia del calcio moderno, seppur da poco trentasettenne, non potrà che portare il gioco della Fiorentina a uno step superiore.

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CHE FIORENTINA VEDREMO? Le incognite, tuttavia, restano. Non solo per i viola, ma per l'intero movimento. Non si è mai assistito a una situazione analoga, perciò non è possibile prevederne le conseguenze anche sul rettangolo verde.

I valori di forza potrebbero variare, privilegiando un gruppo che ha trovato maggior concentrazione ed è stato più bravo nei compiti a casa, facendosi trovare in forma nel giorno della ripresa. La speranza è che tale gruppo possa essere quello allenato da mister Iachini.

Non solo per dimenticare al più presto le questioni di bassa classifica, ma anche per lanciarsi al meglio verso la prossima stagione, quella decisiva per il rilancio delle ambizioni europee di Commisso. Una stagione in cui arriveranno sì nuovi calciatori, ma nella quale lo scheletro del collettivo rimarrà quello attuale.

Un gruppo che deve necessariamente dimostrare di valere di più di quel che si è visto fino all'8 marzo.

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