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Vanoli (sala stampa): «Aspetto la decisione del club. Vorrei una Fiorentina ambiziosa»

Le parole del tecnico della Fiorentina dopo il pareggio al Franchi contro l'Atalanta che ha chiuso la stagione

Parla così Paolo Vanoli in conferenza stampa dopo l'1-1 finale contro l'Atalanta al Franchi: «Comuzzo? Nella vita si passano gli anni bui, ma è qui che si cresce. Pietro ha potenzialità, l'ha dimostrato il mercato la scorsa estate. Forse è arrivato troppo in fretta in alto, è arrivata anche la convocazione in Nazionale. Vuol dire che è un giocatore importante, ma alcune annate sono così. Ma lui è sempre stato concentrato, sempre con voglia di migliorare. Ha un futuro importante».

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APPLAUSI E CORI DAI TIFOSI. «Ringrazio i tifosi, perché penso sia stato un premio di questi mesi di lavoro importante. Non bisogna farsi pubblicità, quando il lavoro viene ripagato. Li ringrazio. Sono stato con questi ragazzi, ho detto sempre che è giusto accettare le critiche. È vero, la Fiorentina si merita di più. Ma verso il finale i ragazzi hanno provato a dare tutto, anche nella grande partita a Torino. Questo ha fatto vedere quanto loro ci tenessero, per dare anche una piccola gioia al nostro pubblico. Quando si arriva a qualcosa non si arriva da soli, ma insieme. Anche questi ragazzi potevano fare di più, gli obiettivi erano diversi, sì. Ma i tifosi ci hanno sempre sostenuto, ed è stata la cosa più importante per arrivare alla salvezza».

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FUTURO. «La società mi è sempre stata vicina. Ho avuto questo incontro due settimane fa, hanno in mano l'opzione per il mio contratto. L'importante è che non rimanga Vanoli per riconoscenza. Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con un direttore importante che ha valutato in questi mesi chi è Vanoli. Ho solo detto che se fossi io l'allenatore futuro, vorrei una Fiorentina ambiziosa. Come sono ambizioso io e voi».

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TEMPI DELLA SCELTA. «Tempistiche sulla scelta? Non mi sorprendono. Se mi dovessero chiamare, c'è la scelta loro e ci sarà poi la scelta mia. Ma fin qui ero talmente concentrato a fare qualcosa di importante, salvare la Fiorentina, che non ho mai pensato al futuro. Loro mi hanno sempre detto che mi avrebbero parlato a fine campionato. Due settimane fa ci siamo detti delle cose, cosa penso dell'organizzazione societaria per costruire qualcosa. Io ho presentato cosa per me serve per migliorare tutto. Se mi dovessero chiedere di restare, io vorrei una Fiorentina di alto livello. Poi quando ci sediamo ci può essere un no anche da parte mia, non è detto».

SENSAZIONE. «La mia sensazione è che ho la fortuna di aver lavorato bene ed essere arrivato all'obiettivo. La gratificazione più grande è arrivata ai tifosi oggi ma anche da chi lavora al Viola Park, che arriva e mi dice grazie. Se devo piangere, piango per questo. Perché sapevo quanto fosse importante. Ma la vivo bene, ho esperienza, sono nel calcio da tanti anni. C'è un direttore di alto livello, lo dimostrano i fatti. Con Goretti, con Ferrari che mi ha scelto. Siamo sempre stati in sintonia, non abbiamo mai parlato del futuro perché eravamo concentrati sull'obiettivo. Hanno in mano un'opzione, io posso solo stare zitto e aspettare se mi chiamano. Ma credo che questo club abbia voglia di fare qualcosa di importante».


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