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Vanoli: «Questa squadra deve imparare a reagire agli errori. Gud? Ha le qualità per tirarci fuori dalle difficoltà»

La conferenza stampa dell'allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, in vista della partita di Conference League contro l'AEK Atene

Alle 14:30 presso il WindTre Media Center del Viola Park, l'allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato in vista della gara di Conference League contro l'AEK Atene. Le sue parole:

COSA SI ASPETTA DA DOMANI. “Non sarà un ostacolo, ma una partita che ci permetterà di vedere i nostri miglioramenti e vedere all'opera altri giocatori, che per me è molto importante. Il nostro pensiero adesso è verso questa coppa, che arriva nel momento giusto: se vogliamo diventare grandi dobbiamo sapere che è bello giocare ogni tre giorni”.

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L'IMPORTANZA DELLA SFIDA CON L'AEK. "Non c'è bisogno di spiegare quanto sia importante la gara di domani, piuttosto quanto è importante il giorno dopo giorno. Siamo in una condizione dove tutto diventa importante, e questo ci deve aiutare a crescere ed entrare i una mentalità diversa. Ogni giorno punto il pugno su questo, non siamo nelle condizioni di perderci nemmeno un allenamento".

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COME VIVO IL DEBUTTO EUROPEO. “E' uno step importante di crescita, ma nella situazione in cui siamo non posso soffermarmi di questo. Dobbiamo fare tutti il massimo, aggiungendoci non solo l'aspetto del cuore e del sacrificio, ma anche sull'aspetto tecnico-tattico”.

DZEKO. “Lo vedremo in campo domani. Vedremo anche De Gea, ho già parlato con Martinelli su questo”.

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LE DIFFICOLTA' IN CAMPO INTERNAZIONALE. "In campo internazionale è un altro calcio. Incontriamo una squadra che mi è piaciuta molto in video, ha un mister molto propositivo, mettono quasi sempre sei uomini sulla linea offensiva, è una squadra capace. In campionato sono a tre punti dalla prima e conosco la loro fame quando scendono in campo internazionale. Hanno fatto maggiore fatica in Coppa, ma sappiamo quanto la Conference può ribaltare ogni pronostico, e per questo dobbiamo sapere interpretare la differenza tra campionato e coppa. Dobbiamo ripartire dalla determinazione e dalla compattezza".

RICHARDSON. "So che sono qua da 20 giorni e penso di aver dimostrato con i fatti che non guardo in faccia nessuno: chi mi dà tutto in allenamento ha la possibilità di giocare, abbiamo bisogno di tutti, come successo con Parisi. Adesso mi aspetto molto di più dai giocatori di esperienza e che trascinino fuori la squadra con la loro qualità".

GUDMUNSSON. “A volte si sbaglia a giudicare le prestazioni in Nazionale, io guardo la partita non i momenti salienti. Lui deve capire che è importante chi sa e vuole diventare un campione prende per mano la squadra e la sa trascinare. Pretendo da Albert questo perché ha le qualità per farlo, è un calciatore importante per la squadra e per il gruppo; oggi è un passaggio importante anche per lui, sono convinto che ci darà grandi soddisfazioni".

L'ESPERIENZA DEI CALCIATORI DELL'AEK. "Stamani ho fatto vedere ai miei ragazzi la rosa dell'AEK, alcuni sono passati anche di qui. Oltre che essere una squadra propositiva, conoscono anche dove si troveranno domani. L'importante per noi è saperlo, dobbiamo fare un altro piccolo passo".

COMUZZO. “L'ho trovato in crescita, anche l'U21 gli ha dato possibilità di mettere minutaggio. Secondo me è un giovane di grandissima prospettiva, è chiaro che quello che è successo può averlo condizionato. Adesso però è arrivato, per tutti, il momento di togliersi gli alibi e dimostrare il valore. Ha grandissime prospettive, deve crescere sotto il livello tecnico. Questa squadra qua deve imparare a reagire agli errori, bisogna imparare a credere di farlo e se qualcuno sbaglia non li critico mai, li critico per la paura di sbagliare. Ruolo? Può fare sia il centrale che il braccetto”.

PABLO MARI. “L'ho trovato presente nello spogliatoio, ha forte leadership. A me di lui è piaciuta la reazione che ha avuto nella seconda frazione contro la Juventus. Credo che abbiamo sbagliato come reparto, quando vedi un compagno in difficoltà, devi supportarlo. A me piace vedere gli errori e lavorarci poi sopra, perché la partita storta può capitare ma bisogna capire dove si sbaglia”.

 

 

 


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