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Uva: “Al servizio del Comune di Firenze. Con 60-80 milioni oggi si fa uno stadio moderno”

Michele Uva, consigliere speciale per il Comune: “Serve uno stadio a misura di città. Inutili cattedrali nel deserto o strutture troppo grandi”

Parla così a La Nazione Michele Uva, vicepresidente della Uefa ed ex direttore generale della Figc, dopo la nomina a consigliere speciale del sindaco per il fronte stadio:Metterò al servizio del Comune e di Firenze la mia professionalità.

Non esiste un solo modello perfetto per gli stadi. Il modello va adattato, personalizzato per ogni realtà, tenendo conto del contesto sportivo e di quello sociale, della popolazione, del numero dei tifosi, delle analisi di marketing territoriale e dell’utilizzo che se ne vuole fare.

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Serve equilibrio tra le finalità e la sostenibilità economica e finanziaria. Questo modello andrebbe applicato anche a Firenze e alla Fiorentina. Saranno loro poi a decidere. Il mio obiettivo è evitare sprechi e cattedrali nel deserto».

Sa che si parla di una sfida difficile, a Firenze, ma più in generale in Italia, far partire progetti di questo tipo è quasi da visionari..."

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Nel resto d’Europa come fanno? “Le altre nazioni hanno beneficiato, per un motivo o per l’altro, di una mole enorme di contributi pubblici.

Questo non è possibile in Italia, perché nella situazione di debito pubblico in cui siamo, tra costruire un ospedale, un’infrastruttura sociale o uno stadio, anche io non avrei dubbi sulle priorità”. Quindi tocca ai privati...

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Ai quali comunque viene data una grande opportunità di restare in equilibrio tra investimenti e ricavi anche con compensazioni immobiliari. Non esiste nessuno che al giorno di oggi sia votato al mecenatismo a fondo perduto. Non bisogna pensare a strutture e investimenti troppo grandi.

Oggi si può fare un nuovo stadio moderno e efficiente con 60/80 milioni”.

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