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Una squadra non squadra, e singoli involuti. Sos Fiorentina: così si rischia di buttar via un'altra stagione

Da Aquilani traghettatore a un clamoroso ritorno di Montella, sognando Sarri: le voci si rincorrono, ore calde dopo l'ennesima serataccia. Ma decide Commisso

Giocatori frustrati, senza idee, braccia allargate, bottigliette calciate via per la rabbia, un senso di impotenza di fronte agli eventi. Questa la Fiorentina che è uscita con le ossa rotte da Roma. Una squadra che non è squadra, un gruppo che nonostante un'età anagrafica che si è alzata con giocatori di spessore non riesce a diventare tale.

A trovare il bandolo della matassa per uscire dal tunnel. Un tunnel apparentemente senza fondo, per una squadra che ormai con continuità approccia bene le sfide ma poi si scioglie come neve al sole al primo evento negativo. SENZ'ANIMA.

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All'Olimpico la Fiorentina è durata meno di 10 minuti. Il primo affondo della Roma, arrivato dall'ennesimo errore difensivo, ha fatto uscire dalla partita i viola. Che si sono abbassati, impauriti, senza riuscire a combinare niente.

Non solo un gioco che ormai non naviga da queste parti da diversi mesi, ma questa Fiorentina non ha neanche un'anima. I giocatori non si aiutano, si spazientiscono quando le cose non funzionano,restano in balìa degli avversari.

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È accaduto con la Roma, ma anche contro Padova, Udinese, Spezia e Sampdoria. Una situazione che va avanti da tempo, e non solo per la caratura dei giallorossi. "Non dimentichiamo le prime due partite, quando tutti dicevano che la Fiorentina aveva fatto due ottime gare e che poteva essere la sorpresa del campionato", ha ribadito Iachini.

Vero. Ma non si possono neanche lasciar stare le successive cinque partite che hanno fatto emergere con forza tutti i problemi di questa Fiorentina. VIOLA SNATURATA. Che a questo punto vanno anche oltre gli alibi di mercato (vero, non c'è un bomber, non c'è un regista, non c'è un vice Pezzella, eccetera), e la puntualizzazione del poco tempo per lavorare insieme tra infortuni e Nazionali.

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Perché una squadra in difficoltà comunque deve trovare delle certezze a cui aggrapparsi, deve fare quadrato di fronte alle negatività, deve 'mordere'. Soprattutto se a dirigere il gruppo c'è uno come Iachini che ha sempre fatto della grinta la sua principale dote.

In campo e fuori. Pensate alla scorsa stagione: la Fiorentina era in difficoltà, a livello di classifica decisamente più di adesso, ma riuscì a venirne fuori centimetro dopo centimetro, non regalando niente agli avversari, con prove mai scintillanti ma decisamente 'toste'.

Invece questa Fiorentina si è snaturata cercando un calcio più offensivo che il tecnico non è riuscito a trasmettere alla sua squadra. Il risultato più evidente, a fronte di una fase offensiva raramente convincente, è nei gol al passivo: ben 12 dopo 6 partite, non era mai successo dal ritorno in Serie A dei viola.

INVOLUTI. Errori spesso di concentrazione, dei singoli. Ma tutta la squadra non si aiuta con continuità nelle due fasi, tant'è che i migliori in campo sono sempre stati i portieri. Sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Un dato emblematico.

E poi fragilità che investono tutti. Da un Ribery che non riesce più a trascinare i compagni se non venendosi a prendere il pallone prima di metà campo, ad altri esperti come Bonaventura (spesso spaesato) e Caceres, fino ai più giovani, specie gli attaccanti.

Ne esce un quadro di una Fiorentina che vede quasi tutti i suoi giocatori involuti. Amrabat, per ruolo tattico e non solo, pare il lontano parente del centrocampista dominante visto a Verona, Duncan e Igor sono usciti dai radar dopo i maxi investimenti a gennaio, così come Cutrone che pure non può essere quello impalpabile visto fin qui.

E che dire di Vlahovic, entrato a sua volta in un tunnel difficilmente comprensibile per un 20enne che ha sempre voluto fare il massimo per la 'sua' Fiorentina (rifiutando più volte l'esperienza in prestito per affermarsi in viola).

EQUIVOCI TATTICI. Fino ai tanti equivoci tattici visti in queste settimane. L'ultimo il Callejon spostato dall'essere uno dei migliori esterni degli ultimi anni a seconda punta o falso nove 'alla Mertens', per dirla come Iachini.

"Al Real giocava in quella posizione", ha ripetuto il tecnico viola. Sarà vero, ma adesso pare un complicarsi ulteriormente la vita. Un po' come insistere con la difesa a tre senza Pezzella, spostando Milenkovic centrale e buttando dentro un Quarta evidentemente non ancora (logicamente) adatto nei delicati meccanismi di un reparto del genere.

Ma anche Kouame versione centravanti ha più volte faticato, così come l'assetto con due mezzali come Castrovilli e Bonaventura ha dato pochi frutti e reso fragili in mezzo al campo. ROCCO CAMBIA IDEA? Una squadra che ha il 7° monte ingaggi, ma che ora è in un ginepraio difficile da districare.

Così si rischia di impoverire anche economicamente il patrimonio della società, oltre che - soprattutto - di buttare al vento un'altra stagione. Di solito, è storia del calcio e del nostro campionato, in situazioni così a pagare per tutti è l'allenatore.

Anche se non tutte le colpe sono del tecnico. Tant'è che ieri sono iniziate a circolare con discreta forza diverse soluzioni alternative. Da Aquilani traghettatore contro il Parma ad un clamoroso ritorno di Montella. Fino al sogno Sarri.

Il profilo che sì, farebbe 'saltare il banco' e darebbe un deciso impulso (oltre che un senso preciso) al programma di Commisso, a parole sempre ambizioso ma fin qui non accompagnato dai risultati del campo. Il 'problema', però, è che lo stesso presidente viola aveva confermato Iachini a fine luglio e un'altra volta due settimane fa.

Potrà cambiare adesso idea? Qui sta un punto di domanda. Mentre l'altro, grosso, è il seguente: separandosi da Iachini, e inserendo a libro paga un terzo allenatore, ci sarebbe da prendere un tecnico importante, magari di stampo europeo, per ricominciare una nuova storia?

La risposta, qui, può prendere il nome di Maurizio Sarri. E la sosta per le Nazionali che si avvicina, dopo il Parma, può essere una scadenza utile per capire quando la pista sia percorribile. SOGNO SARRI, TANTE DIFFICOLTA'. Nonostante le grandi difficoltà del caso: una separazione da parecchi milioni con la Juve che si deve ancora concretizzare, l'appeal di una Fiorentina che, nonostante squadra e città sempre amate dal tecnico ex Napoli, ora appare una piazza in confusione e rappresenterebbe un bel passo indietro rispetto al percorso degli ultimi anni.

Eventualmente, bisognerebbe però anche capire quanta voglia abbia adesso Commisso di fare un investimento così importante sul tecnico (e pagare nel frattempo anche Montella e Iachini fino a fine stagione) a stagione in corso, in un'annata così complicata per mille motivi (calendario più intenso, incertezza Covid, pesante passivo in bilancio).

Garantendo poi a uno come Sarri il sostegno (anche economico) per sviluppare il suo calcio. Il tutto mentre sul fronte stadio sono arrivate discrete gelate nelle ultime settimane. Di sicuro, in ogni caso, sono giorni di ulteriore riflessione.

Sullo sfondo il Parma, poi la sosta per le Nazionali. Ma questa Fiorentina ha bisogno di un cambio di marcia.

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