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Una settimana di allenamento in più: a Parma riusciremo a vedere una Fiorentina diversa?

"Tra Nazionali e infortuni non abbiamo mai lavorato con continuità", ha ribadito Iachini negli ultimi tempi. Al Tardini si vedranno miglioramenti?

Ha ragione Beppe Iachini quando dice che non ha la "bacchetta magica", e che conosce "solo il lavoro come via per migliorare e migliorarsi". 'Lavoro, lavoro, lavoro', un mantra ribadito fin dal suo arrivo a Firenze e apprezzato anche dal presidente Commisso.

Del resto, fin dalle doppie sedute di inizio gennaio, aveva saputo dare un certo equilibrio alla sua Fiorentina. Mai scintillante, eppure squadra pratica che aveva saputo rincorrere la salvezza quando tutto sembrava tremendamente complicato.

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Quest'anno, con una squadra comunque più forte seppur incompleta per vari aspetti, il tecnico ha proposto una Fiorentina più offensiva che, con la classica problematica della 'coperta corta', è finita per imbarcare acqua da tutte le parti.

Trend di gol al passivo raddoppiato (da 1 gol a partita a 2 reti a gara), 12 gol incassati in 6 partite e reparto offensivo che comunque continua a non funzionare. Al di là di tutto, però, oltre ad un gioco che non ha mai avuto un senso preciso, c'è stata una squadra debole psicologicamente,incapace di stare in partita per 90' (e raramente anche per un tempo intero), un gruppo che non si aiuta, giocatori fuori condizione e messi in posizioni in cui hanno faticato.

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Iachini ha riportato il tutto alla "mancanza di tempo per lavorare con continuità". Tra soste per le Nazionali e infortuni pesanti (Pezzella e Ribery su tutti), effettivamente il tecnico non ha potuto provare molto sul campo meccanismi e automatismi di squadra.

E in campo poi si sono visti i risultati. Qualcuno non ha comunque apprezzato il fatto di rimarcare spesso questi 'alibi', accusando il tecnico di non manifestare qualche 'mea culpa' che pure sarebbe stato doveroso. Del resto, quando tutti i singoli rendono meno delle proprie potenzialità, e risultano involuti, e la squadra non reagisce alle avversità, probabilmente c'è qualcosa che non va nella capacità di un allenatore di trasmettere principi e idee al gruppo.

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Tant'è, dopo le tre partite ravvicinate (Udinese, Padova e Roma), che hanno portato due vittorie e una sconfitta, ma anche una grande mole di malumori, ora la Fiorentina ha avuto una settimana di tempo per preparare la trasferta di Parma.

Sei giorni di lavoro in cui Iachini ha potuto provare sul campo dei correttivi, a livello tattico e non solo. Si parla di un possibile tridente al Tardini, si ragiona di una difesa a tre o a quattro, di un centrocampo da poter cambiare.

Di sicuro, dopo la coppia Ribery-Callejon davanti che non ha funzionato all'Olimpico, la società e i tifosi si aspettano di vedere qualcosa di diverso. A livello tattico ma soprattutto di atteggiamento. La squadra dimostrerà ancora, oltre che a parole nei fatti, di essere con Iachini?

Riusciremo a vedere una Fiorentina diversa? Sabato si capirà quanto una settimana comunque complicata, tra un Pezzella ancora a parte e un tecnico con fiducia a tempo, potrà essere servita per invertire il trend negativo. E salvare, tra l'altro, la panchina di Beppe.

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