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Un Viareggio di talenti: giovani in mostra, i nomi degli emergenti

Cosa resta del Viareggio? L’impresa dell’Inter, prima di tutto. Con la rosa al completo, la squadra di Vecchi non sarebbe stata una sorpresa: con mezza squadra titolare in nazionale o infortunata, sì. Resta una Fiorentina dal grande talento ma incapace di gestire il vantaggio in finale.

Restano le delusioni di Milan e Torino (entrambe fuori ai rigori negli ottavi), una Juventus un gradino sotto le big e i 3-2 che hanno lasciato a casa Sassuolo ed Empoli, finaliste dello scorso anno entrambe eliminate dalla Fiorentina.

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Restano il miracolo del Venezia e ancora di più del Parma, semifinalista alla faccia del penultimo posto in Primavera 2. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

E restano diversi talenti che potremmo rivedere nelle prime squadre nei prossimi anni. Il miglior portiere del torneo è stato Marco Pissardo, un ‘98 che già tre anni fa era in panchina nell’ultima finale vinta dall’Inter di Vecchi.

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Tra le due finali, un anno di esperienza in prestito al Varese, in Serie D, che è servito per tornare già cresciuto. Decisivo nella serie di rigori contro la Pro Vercelli, come decisivo è stato anche Adorni (Parma), l’altro portiere protagonista del torneo.

DIFENSORI Gabriele Zappa dell'Inter ha vinto il premio come «giocatore più motivato e concentrato» della finale.

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Emanuele Cigagna, invece, gioca nel Venezia e a Viareggio ha confermato di avere il vizio del gol. Andrea Di Maggio, invece, con il Parma (lo scorso anno al Como) proverà a ricalcare le orme dello zio Paolo Maldini: è il figlio della sorella Valentina.

Una mancata chiusura su Belkheir sul pareggio dell’Inter non cancella l’ottimo torneo del terzino della Fiorentina Luca Ranieri.

CENTROCAMPISTI Hamed Junior Traore, quattro giorni dopo l’eliminazione negli ottavi contro la Fiorentina, era in campo con la prima squadra dell’Empoli, contro il Pescara.

Il croato Ivan Lepinjica è stata una piacevole sorpresa, come sorprendente è stato il cammino del Rijeka, la squadra straniera che è andata più avanti nel torneo (quarti di finale).

ESTERNI Nei quarti è uscito anche il Genoa di Eddy Salcedo, l’altro 2001 d’oro del vivaio rossoblù: Pellegri è andato al Monaco, lui ha già esordito in Serie A e ha qualità fuori categoria.

Da dimostrare ancora, ma le premesse ci sono tutte. Per lui, come per Riccardo Sottil: non è un caso che, con la sua uscita dal campo in finale, la Fiorentina non sia praticamente più riuscita a superare la metà campo. Il padre Andrea era un difensore centrale: Riccardo, invece, parte largo sulla fascia sinistra, è veloce ma ci sa fare anche con i piedi.

Ha segnato contro l’Empoli e l’Inter, e ha fatto a pezzi la Juventus.

ATTACCANTI Il capocannoniere è stato il croato Sandro Kulenovic, uno che prima dell’inizio del torneo con la maglia della Juve non aveva mai segnato. In Versilia si è scatenato: sei reti, ma tante lacrime dopo la semifinale persa contro la Fiorentina.

Il Golden Boy (miglior giocatore) lo ha vinto il viola Gabriele Gori, che in finale non ha inciso ma ha già i movimenti del centravanti: prima di lui, lo avevano vinto attaccanti come Marilungo, Immobile, Cerri, Bonazzoli e La Gumina, ora in Serie A o Serie B e, nel caso di Immobile e Cerri, anche in Nazionale.

Può farcela anche lui.

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