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Un terzo di campionato: niente salto di qualità, viola nella 'terra di mezzo'

La Fiorentina ha raccolto appena 5 punti nelle ultime 5 partite, quando era chiamata allo scatto in avanti. Nessuna crescita.

Non è un giallo dove, di norma, tre indizi fanno una prova. Qui si parla di calcio e, prima di arrivare a sentenza, è giusto passare attraverso difficoltà, cadute, risalite, progressi, crisi di «rigetto». Eppure, dopo (circa) tre mesi, e dodici giornate di campionato, è giusto tirare una riga.

Un terzo di stagione se ne è andato e, alla vigilia del ciclo di impegni che si è chiuso (malissimo) domenica, era stato lo stessoMontella a dirlo: «Le prossime cinque gare ci diranno cosa vogliamo fare da grandi». Il risultato?

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Non proprio esaltante. Anche perché, dopo un ciclo di ferro superato andando probabilmente oltre le aspettative, forse ci si aspettava qualcosa di più. Così scrive il Corriere Fiorentino. INVOLUZIONE. La Fiorentina aveva chiuso la precedente sosta con tre successi consecutivi, aveva sbancato San Siro dando spettacolo (contro il Milan) ma soprattutto, l’allenatore, aveva trovato un equilibrio che pareva perfetto.

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Alla ripresa, Ribery e compagni erano attesi da cinque partite che, sulla carta, offrivano l’opportunità per salire sul treno dell’alta classifica. Il bottino, alla fine, è stato scarno: due pareggi (con Brescia e Parma), una vittoria col Sassuolo, e due sconfitte.

Con la Lazio, e in Sardegna. Cinque partite, cinque punti. Invece che fare il salto di qualità insomma, ci si è fermati. TERRA DI MEZZO. Oggi la Fiorentina è nona in classifica, lontana sei lunghezze dal sesto posto che vale l’Europa, ha messo insieme 16 punti, frutto di quattro vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte.

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Un percorso che più lineare non si può. Un percorso da «terra di mezzo». Esattamente quello che ci si aspettava alla vigilia. Eppure, sarebbe sbagliato accontentarsi. La stagione, comunque, deve servire per crescere.

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