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Un mese senza te…In attesa di capire se e come ripartire, con la speranza targata Commisso di un domani migliore

Un mese fa il lockdown anche in casa Fiorentina con la chiusura del centro sportivo. In attesa di una ripartenza incerta, la famiglia viola pensa al futuro (con grandi ambizioni ed ottimismo)

TAPPE . 8 marzo 2020, Udinese-Fiorentina 0-0 (a porte chiuse). 11 marzo 2020, La Fiorentina chiude il centro sportivo. Tutti gli allenamenti della 1°squadra sono sospesi fino a data da destinarsi. 13 marzo 2020, Dusan Vlahovic è positivo al test per l’identificazione del Coronavirus - COVID-19.

14 marzo 2020, anche  Patrick Cutrone e German Pezzella oltre al fisioterapista Stefano Dainelli e il dottor Luca Pengue sono positivi al coronavirus. 17 marzo 2020, viene creata la campagna ‘forza e cuore’. 5 aprile 2020, La Fiorentina comunica che in seguito agli esami effettuati Cutrone, Pezzella e Vlahovic sono risultati negativi al Covid 19.

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12 aprile 2020, Pasqua. La sopracitata cronologia ce la ricorderemo a lungo. Ed è giusto tenerla a mente. Perché in questo lasso di tempo si è raggiunta la soglia dei 20 mila morti in Italia, e superata quella di 100 mila vittime in tutto il mondo da quando è scoppiata la pandemia da covid-19.

Se l’Italia ha da poco tagliato il triste traguardo del mese di lockdown, la Fiorentina ha fatto lo stesso ieri, con il mesiversario della chiusura del centro sportivo Davide Astori. E nonostante le scaramucce che si ripetono da giorni in Lega (quella sportiva, non c’entra niente la politica), la luce è ancora distante per pensare ad una ripresa.

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ANCORA BLINDATI. Per almeno altri 15 giorni non sarà possibile pensare a ripartire neanche con gli allenamenti. E gli scenari per un finale di stagione che le istituzioni del pallone vogliono portare a termine ad ogni costo sul campo, sono ancora tutti da scrivere.

Come, anche se si dovessero trovare delle intese, non è chiaro. Intanto la Fiorentina continua a guardare al futuro. Lo aveva già fatto a gennaio quando aveva chiuso le operazioni Amrabat e Kouame investendo 40 milioni pensando già alla stagione 20-21, con un chiaro obiettivo: fare il salto di qualità e lottare per l’Europa.

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Possibilmente quella che conta. FUTURO MIGLIORE. I messaggi che arrivano da New York sono di una chiarezza unica. L’anno prossimo la Fiorentina farà un passo in avanti. Nelle idee, nei fatti, negli interpreti. L’obiettivo è tornare a scalare le gerarchie del pallone che hanno visto negli ultimi anni il club viola scivolare inesorabilmente e pericolosamente verso il basso fino a rasentare la soglia di sopravvivenza, ovvero rischiando la B.

Che è ancora oggi, classifica alla mano, vicina. Ma che fa meno paura, anche e se si dovesse ripartire. Il futuro, con i lavori per il centro sportivo a Bagno a Ripoli che post epidemia ripartiranno, il tavolo che dovrebbe riaprirsi sul fronte stadio e potrebbe essere agevolato da cambiamenti normativi e burocratici, e paletti meno rigidi da parte dell’Uefa sul fronte fair play finanziario.

Così come il voler tenere tutti i migliori, da Chiesa a Castrovilli rinunciando ai milioni dei grandi club per crescere tutti assieme. In un mix tra certezze (idee ed intenzioni) e  incertezze (le risposte del campo, i vari iter amministrativi, e la fine della pandemia), Commisso guarda al futuro.

E Firenze può sperare. FAMIGLIA. Nonostante le tappe drammatiche dell’ultimo mese, Firenze e la Fiorentina non sono mai stati così uniti. E non solo per la campagna di raccolta fondi che ha superato gli 800mila euro raccolti, ma anche per i rapporti che si sono stretti tra società, dirigenza, calciatori e tifoseria.

Questa cosa ci ha reso più uniti e ci sentiamo ancor di più una famiglia” ha detto e ridetto Rocco Commisso, facendo riferimento anche a telefonate continue con chi ha dovuto fare i conti direttamente con la malattia e chi è chiuso in casa, senza famiglie, da settimane.

L’unione fa la forza, e la famiglia viola, dopo aver passato anche questa, saprà uscirne più forte e solida di prima. E pronta a fare la scalata per tornare a sorridere e gioire.

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