Un approccio soft e il solito problema del gol: la Fiorentina riparte a metà. Ribery, quanto sei mancato
Diverse attenuanti e tante occasioni sprecate, l'1-1 in casa contro il Brescia non può bastare
Si può dire che la Fiorentina riprende, in un certo senso, da dove aveva lasciato. Da quel 'vorrei ma non posso', da quella sensazione di incompiutezza e da un pareggio, l'1-1 con il Brescia, che di fatto non allontana più di tanto i viola dalla zona retrocessione.
Il percorso non è ripartito col piede giusto, poteva essere un nuovo inizio ma in realtà sono riemerse vecchie difficoltà. Un approccio complicato, poche idee nel primo tempo e perfino paura di un Brescia che quando combinava in zona offensiva riusciva a creare problemi.
Poi le cose sono cambiate nella ripresa:si è acceso Castrovilli, Chiesa è entrato più nel vivo del gioco e i viola hanno schiacciato gli avversari creando diverse occasioni. Ma la palla non è più entrata dopo il colpo di testa di Pezzella che è valso il pareggio.
QUANTI SPRECHI. Tante attenuanti, sì, a tre mesi e mezzo di distanza dall'ultima partita. Per di più per una Fiorentina pesantemente colpita dal Coronavirus negli ultimi mesi. Ma pareggiare in casa contro il Brescia, al di là di tutto, non può bastare.
Diverse occasioni, dicevamo: ben 15 i tiri di cui 8 nello specchio (dati Lega), con due gol annullati a Ribery e Vlahovic (giustamente) e una traversa di Pezzella. Un po' di sfortuna sì, ma anche la cronica incapacità di capitalizzare che la Fiorentina si porta dietro da almeno un paio d'anni.
Ribery, Castrovilli, Vlahovic, Chiesa: alcune buone parate di Joronen, soprattutto tanta imprecisione nell'ultimo colpo da parte dei viola. Ma anche nell'ultimo passaggio: chiedere a Lirola che a metà ripresa ha mandato alle ortiche quel contropiede in superiorità numerica tentando un tiraccio in diagonale invece di servire Ribery o gli altri due compagni liberi in mezzo all'area.
RIBERY. Già, Franck. E dire che tornava a giocare dopo sette mesi. Nel primo tempo, per la Fiorentina, c'era praticamente solo lui in campo. Solita palla attaccata ai piedi, solita fantasia in ogni zona del campo. Unica pecca: a volte troppo altruista, specie nella ripresa.
Ma vederlo in campo resta uno spettacolo: di categoria superiore. Anche per questo resta ancora una volta il rammarico nel vedere una squadra con Ribery, Castrovilli, Chiesa, Vlahovic e gli altri fare una gran fatica contro il Brescia ultimo in classifica.
La Fiorentina non riesce a far fruttare le potenzialità che indiscutibilmente ci sono. Castrovilli è uscito fuori alla distanza: dopo un primo tempo ai margini del gioco, ha preso in mano la squadra nella ripresa tornando ai suoi livelli.
Discorso simile per Chiesa, anche se spesso – come in passato – si è lasciato andare ad individualismi forzati. Ma nella ripresa ha creato, ha sprintato, ha inciso. Pur essendo ancora impreciso sotto porta. Un vero limite che coinvolge tutta la Fiorentina.
PRIMO ESAME. Anche Iachini, inevitabilmente, ha sottolineato questa carenza a fine partita. Il tecnico viola non è riuscito a dare subito l'approccio giusto ai suoi, ma nell'intervallo il suo discorso deve aver fatto breccia nei giocatori, tornati in campo con altro spirito.
Resta, eppure, qualche scelta che non ha convinto: Chiesa troppo largo nel primo tempo, Lirola largo a sinistra nel secondo, Milenkovic fuori inizialmente per poi essere inserito negli ultimi 20' per l'inferiorità numerica, fino al doppio cambio offensivo solo nel recupero.
E il 'povero' Ghezzal, inserito da mezzala, sostituito dopo appena 6' dal suo ingresso in campo. Ma in questo caso, probabilmente, c'erano effettivamente poche alternative. Sicuramente, non sarà facile per Beppe gestire il gruppo in questo campionato 'concentrato'.
Caldo, rischio infortuni, una rosa non costruita per giocare ogni tre giorni. Ma la prima delle 12 finali non è andata benissimo. Il terz'ultimo posto si allontana un pochino, sì, ma per il salto di qualità ripassare più avanti.
Sabato la Fiorentina va a Roma contro la Lazio senza Caceres e Chiesa squalificati. Insomma, la ripartenza poteva andare meglio.


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