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Ultima fatica, poi calerà il sipario. Iachini vuole chiudere a sinistra in classifica. Primi malumori nel tifo su Commisso. Ma il futuro della Fiorentina non passa solo da lui

Ultima fatica per la Fiorentina, poi calerà il sipario. Iachini vuole chiudere a sinistra in classifica. Primi malumori nel tifo su Commisso. Ma il futuro viola non passa solo da lui

Si avvia a chiudersi la stagione della Fiorentina. Contro la Spal, retrocessa da settimane, l’occasione per mettere in saccoccia altri tre punti e chiudere nella parte sinistra della graduatoria, per Iachini, è ghiotta. ULTIMA FATICA.

Calerà poi il sipario su un campionato anomalo. Iniziato come anno di transizione, diventato a metà strada quello della paura, interrotto per una pandemia mondiale, e concluso poi a metà classifica. Per come si erano messe le cose è andata pure bene.

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Tanti i meriti di Iachini in questa scalata. Dall’aver risollevato le sorti di uno spogliatoio ormai allo sbando all’aver ricompattato un ambiente impaurito, fino all’aver rigenerato fisicamente e tecnicamente alcuni singoli che non sembravano più saper giocare al pallone.

E numeri alla mano, Iachini, si sarebbe anche guadagnato con valore la conferma. Ma quello stesso ambiente che col suo arrivo si era ricompattato, sulla sua conferma si è improvvisamente diviso. SPACCATURA. Mondo viola spaccato.

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A metà,come evidenziano i numeri. E forse neanche troppo per la permanenza di Iachini in sé, che potrà anche aver palesato dei limiti nel modo di far giocare la sua Fiorentina, ma che con qualche accorgimento sul mercato non dovrebbe avere troppi problemi a migliorarsi e far migliorare anche la qualità delle prestazioni della sua squadra.

Quanto, forse, più per la paura che tutto ciò possa rappresentare un primo freno alle ambizioni di crescita sbandierate dalla nuova proprietà per bocca dello stesso Commisso. NIENTE SVOLTA. Perché secondo molti la conferma di Iachini, dopo settimane di voci su Spalletti, Blanc, Emery e altri nomi internazionali, non può essere vista in altro modo se non come un passo indietro.

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Anche Juric e De Zerbi potevano rappresentare un punto in avanti secondo molti. Di sicuro c’è che una parte di dirigenza della Fiorentina ha provato a cambiare strada, ma Commisso ha deciso di bocciare ogni candidatura per andare avanti con Iachini.

E 'ubi maior, minor cessat'. RUMORS E INFRASTRUTTURE. Il tutto è accaduto nel mentre Commisso, con quel “lavoriamo secondo le possibilità finanziarie della Fiorentina”, cambiava registro comunicativo riportando all’attenzione di tutti l’esigenza di fare questo benedetto/maledetto stadio.

Perché senza di quello le entrate non possono aumentare. Se non azzeccando tutto sul mercato e facendo annate sopra livello (come l’Atalanta). E se non aumentano le entrate non si possono far aumentare le uscite. E non perché c’è da mantenere il comparto sportivo, come diceva qualcuno, o autofinanziarsi, ma perché i limiti che esistevano prima esistono anche adesso.

C’è, infatti, modo e modo di fare investimenti. Nel frattempo i rumors su possibili uscite di Chiesa, Milenkovic e Pezzella continuano ad imperversare ovunque. Facendo la somma si può intuire il perché si sia giunti a questo clima, per la prima volta da quando è arrivato un anno fa, con primi malumori.

Anche perché il nodo stadio è sempre allo stesso punto. E per quanto alcune parti politiche stiano provando a muoversi, gli ostacoli sono innumerevoli. Aver sprecato un anno dietro alla Mercafir non ha certo facilitato. Anzi.

Commisso, dopo 13 mesi di presenza a Firenze, si aspettava di essere a tutt’altro punto a livello di infrastrutture. Invece, ancora, è in attesa del via libera per i lavori al centro sportivo di Bagno a Ripoli dopo aver dovuto lottare con la Soprintendenza e i suoi mille paletti.

FUTURO. Tra meno di 24 ore il sipario su questa annata calerà. E poi toccherà a Commisso dare delle risposte. Il futuro è già dietro l’angolo. Un anno fa il refrain era ‘datemi tempo, lasciatemi imparare’. Questa estate doveva essere quella della svolta per sua stessa ammissione. Che possa esserlo, o meno, toccherà allo stesso patron viola deciderlo.

Pur dinanzi ad ostacoli burocratici e politici che ci saranno domani, purtroppo, come c’erano ieri e ci sono oggi. Ma di fronte ai quali ci si può approcciare in diversi modi. Quale sceglierà Commisso? Lo dirà il tempo, e le sue azioni.

Ma che non passi tutto esclusivamente solo da lui, ormai, è noto.

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