Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Tutti d’accordo, da Nardella a Conte: fermare ciò che non è essenziale

I sindaci toscani avevano chiesto al Governo di prendere provvedimenti in merito. Nella notte sono arrivate le parole del Premier

Dopo una giornata di appelli, scrive il Corriere Fiorentino a fermare le attività produttive non essenziali per ridurre i contatti e così il contagio da coronavirus, ecco la scelta del governo. Chiudere tutto, siano negozi o fabbriche, quel che non produce o vende beni di primaria necessità per aggredire "la crisi più difficile dal dopoguerra" dice il premier Giuseppe Conte.

sponsored

Cioè le fabbriche non essenziali, mentre alimentari, farmacie, ma anche trasporti, media, servizi pubblici, banche e poste resteranno aperti. Proprio chiudere subito le attività non essenziali era la richiesta, inviata al premier ed al presidente toscano Enrico Rossi.

Contenuta in una lettera firmata da moltissimi sindaci toscani, di tutti i fronti: promossa Dario Nardella, Firenze, con Matteo Biffoni di Prato (presidente Anci), entrambi del Pd, ha visto aderire tutti i sindaci di centrodestra toscani.

sponsored
Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento