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Tra strade e rotatorie: tutti i vincoli del nuovo stadio alla Mercafir

Stadio sì, ma anche strade, rotatorie, svincoli, sopraelevate, una nuova fermata della ferrovia. Negozi e alberghi certo, ma anche opere, infrastrutture, adeguamenti alla viabilità. Che sia Commisso o mister X, chi si imbarcasse nell’operazione avrebbe certo la chance di costruire un impianto sportivo da un minimo di 35 mila posti con accanto un centro commerciale grande 1/ 3 dei Gigli, un paio di alberghi di lusso e strutture direzionali.

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Ma arrivare al traguardo non sarà così semplice: chi compra potrà sborsare i 22 milioni dell’asta per il terreno (14,8 ettari) solo dopo 20 mesi (a gennaio 2022), ma per inaugurare stadio e cittadella deve prima realizzare direttamente, di sua tasca, opere di urbanizzazione per un valore stimato in 7-10 milioni di euro, dalla sopraelevazione del viale XI Agosto tra viale Guidoni e via Palach a nuove corsie ( in viale Astronauti) e rotatorie.

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Così scrive La Repubblica.

DUE MESI. Attesa ad alta tensione. Basteranno i due mesi che ci separano dal 7 aprile per diradare le nebbie in casa Fiorentina? Domande e dubbi, costi oggi non stimabili e grane legali sono lo spauracchio che rimbalza nel quartier generale di Rocco Commisso, dove si studiano le carte in gran silenzio, per ora.

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Accetterà Commisso il piano Mercafir proposto dal Comune? E se non partecipasse al bando? Palazzo Vecchio avrebbe la chance di ribandire la gara con uno “sconto” sulla base d’asta fino al 20%, da 22 a 18 milioni. Ma è solo una possibilità di cui al momento il Comune non vuole nemmeno sentir parlare.

DUBBI. Come finirà? Certi dubbi di casa viola bucano il muro della riservatezza: primo, sarà davvero Palazzo Vecchio in grado di mantenere l’impegno dei 20 mesi per liberare l’area dal momento dell’apertura delle buste? E se i lavori per traslocare i capannonni Mercafir da sud a nord - servirà una gara pubblica - si bloccassero tra i ricorsi o andassero al ralenti?

C’è anche il capitolo costi sul tavolo di Rocco: quanto costerà l’Imu? Gli oneri di urbanizzazione sono già stimati in 5-7 milioni. Per le bonifiche del sottosuolo, interamente a suo carico, basterebbero 4-5 milioni? C’è anche l’aspetto idrogeologico: nelle carte del Comune si avverte che i terreni Mercafir sono «caratterizzati da una falda risalente a pochi metri dal piano campagna».

Significa che chi scava trova l’acqua, con tutti i rischi che questo comporta.

AEROPORTO. Senza tralasciare il fatto che il progetto del nuovo stadio dovrà rispettare i vincoli aeroportuali connessi alla nuova pista: una parte seppur piccola dell’area Mercafir ricade all’interno di una fascia di rischio medio e la collocazione delle funzioni andrà adeguata.

È un risiko di incastri e incognite. Palazzo Vecchio trasmette ottimismo e calcola che con la sola vendita del “naming” del nuovo stadio la Fiorentina potrebbe ricavare circa 10 milioni l’anno (la Juve ne prende 18). Chissà se i conti di Commisso saranno gli stessi.

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