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Tra 'modello Olanda' e corsa contro il tempo. Con l'ipotesi playoff/playout

La stagione va chiusa entro il 2 agosto, partire a metà giugno sarebbe l'ultima speranza per mantenere il format attuale del campionato

La frenata del governo sul calcio, si ripercuote anche sullo scontro che attraversa il mondo dello sport con il Coni di Malagò pronto a sollecitare nei giorni scorsi la Federcalcio a cominciare a pensare anche a un piano B, il modello Olanda, che ha deciso di fermarsi e di pensare alla prossima stagione.

Per non parlare della disputa su alcuni aspetti del protocollo di sicurezza che hanno visto su posizioni diverse la commissione medica della Figc e la Federmedici sportivi. Soprattutto sul tema più spinoso: che cosa si farebbe nel caso di una positività di un calciatore ad allenamenti, o addirittura a partite ricominciate?

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Una domanda che si è posto anche, l’ha detto lo stesso Spadafora, il comitato tecnico-scientifico del governo, scrive La Gazzetta dello Sport. IL TEMPO CORRE. C’è anche un problema di tempo. La ripresa degli allenamenti per il 18, peraltro con modalità ancora da stabilire, accorcia la coperta. Considerando almeno tre settimane di preparazione per evitare una ripresa a brutto muso, pericolosa soprattutto in termini di potenziali infortuni,non si potrebberipartire prima del 14 giugno (magari con i recuperi al 10).

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Che però è di fatto l’unica data utile per far arrivare il treno alla stazione limite prevista dell’Uefa, quella del 2 agosto. Sempreché, naturalmente, si voglia andare fino in fondo con il format tradizionale. PLAYOFF ULTIMA CARTA.

Potrebbero così tornare i playoff. Consentirebbero di prendere altro tempo, magari basterebbe un mese di attività (luglio) con un Paese, speriamo, con un altro stato d’animo. Capace di comprendere meglio una ripartenza che oggi, stando un po’ a tutti i sondaggi, gli italiani in maggioranza non vogliono.

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Ciò che va sicuramente evitato è una sorta di interminabile conto alla rovescia sul riavvio della macchina calcio. La pandemia se ne infischia del pallone, è lei che dà i tempi. Ma bisognerà pure a un certo punto tirare una linea.

E prendere una decisione. Che comunque, è inevitabile, scontenterà qualcuno.

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