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‘Ti voglio bene Franck’: 22/08/19 - 22/03/20, i 7 mesi viola di Ribery, fiorentino a primo sguardo

Da quando è stato presentato a Firenze sono passati 7 mesi. Anche se Ribery, a diventare fiorentino, ci ha messo pochi istanti. In attesa che tutto riparta, ripercorriamo i sette mesi del francese in maglia viola

22 agosto 2019 - 22 marzo 2020. Da quella sera in cui Franck Ribery veniva presentato al Franchi ad oggi sono passati sette mesi. Ricorrenza che non eccita, sia chiaro, visto il tempo della pandemia che ha colpito l’Italia e tutto il globo.

Ma che scalda il cuore. Sette mesi che lasciano anche tanto amaro in bocca, perché il Ribery visto nella prima parte di stagione, fino all’infortunio, avrebbe potuto fare la differenza. E proprio ora che il rientro si stava avvicinando a grandi falcate lo stop forzato al calcio per colpa del Covid-19 che ha portato tutti noi a doverci preoccupare di altro, lasciando anche un altro grande senso di incompiutezza a quello che poteva essere, e chissà se lo sarà.

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Almeno finché tutto non sarà passato.

PRESENTAZIONE. Un Franchi popolato da oltre 10 mila tifosi abbracciava il suo campione. Il tempo del tetto ingaggi, della limitazione dei sogni, era terminato.

https://www.youtube.com/watch?v=nwfhlR2POlc

E lui, Franck, ci mise pochi minuti a dimostrarsi un uomo con la U maiuscola.

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Ha detto no a vagonate di milioni che gli avevano messo sul piatto altri club, soprattutto degli emirati. Lui voleva mettersi in gioco in un calcio nuovo e competitivo. E subito fu amore con Firenze e la Fiorentina. Pugno sul cuore, cantando l’inno di Narciso Parigi, e dichiarando il suo innamoramento immediato per la città viola.

Quella sera la Fiorentina dette il suo messaggio al mondo del calcio: a Firenze è arrivata una star.

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Di lì a breve Ribery dette il suo messaggio al mondo del calcio: star sì, ma anche fuoriclasse ancora in grado di vincere le partite da solo, o quasi.

ATALANTA E MILAN. La sera di Atalanta-Fiorentina dette il primo squillo a chi, come Urbano Cairo, diceva che Ribery fosse stato solo un colpo mediatico, con un gol fantastico.

https://www.youtube.com/watch?v=L_YOksQsGZ0

A cui fece seguito una serata monstre come quella di San Siro in Milan-Fiorentina.

https://www.youtube.com/watch?v=952iorgCJFA&t=134s

STANDING OVATION, E CR7. San Siro, 'la scala del calcio' quella sera si alzò in piedi. Tutto il mondo del pallone applaudiva quello che sembrava un giocatore finito, e che invece, ogni volta che accarezzava il pallone, sembrava praticare un altro sport.

Sport in cui però serve anche rincorrere e dare tutto. Come fece andando a fermare un certo CR7 in Fiorentina-Juve:

https://www.youtube.com/watch?v=nqirlHtCb34

CORO Un coro per un singolo calciatore non si sentiva da tempo a Firenze.

D’altronde, al tempo del calcio moderno con cambi di squadra e contratti usati come carta straccia, non si conciliano con concetti come attaccamento e amore per la maglia. Lui, invece, ci ha messo poco a prendersi il coro del suo pubblico:

https://www.youtube.com/watch?v=iK7wxkhSjOM

LAZIO E TACHTSIDIS.

L’ennesima sostituzione, mal digerita sul serio stavolta rispetto a qualche siparietto in precedenza con Montella, gli fece perdere le staffe. E in Fiorentina-Lazio, dopo aver fornito l’assist a Chiesa, si tirò la proverbiale zappa sui piedi andando a spintonare il guardalinee beccandosi 3 turni di squalifica.

https://www.youtube.com/watch?v=2QqIVeVu73w

Poi quell’entrata da macellaio di Tachtsidis in Fiorentina-Lecce, che non venne neanche fischiata, senza sanzioni nonostante il var, che lo ha costretto a finire sotto i ferri.

(CLICCA QUI)

Era il 30 Novembre.

E ancora non lo si è rivisto in campo.

CASTROVILLI. Franck, nonostante stampelle e tutore, non si è ritirato sull’eremo o in patria. E’ sempre stato al fianco della sua Fiorentina, in casa e fuori. L’esultanza di Castrovilli col Sassuolo il più bel ricordo, (anche se allora era squalificato)

fino a quell’esultanza contro l’Atalanta per il gol di Lirola in Coppa Italia a inizio 2020.

In quello skybox, Franck, non è mai mancato. E pure ai campini, per stare vicino ai compagni e alla ‘sua’ Fiorentina. Anche in stampelle, come accadde all’allenamento a porte aperte di inizio anno.

UOMO. Come Rocco, anche Franck, non si è mai risparmiato quando ha incontrato tifosi viola.

In mezzo alla gente, come una persona qualunque.

La puzza sotto il naso, Ribery, non sa cosa sia. Come lo stesso Commisso. Gente del popolo, cresciuta sapendo quali sono i veri valori. A differenza di altre super star. E con un piccolo Ribery che gioca a sua volta nella Fiorentina che non ha fatto altro che alimentare il suo legame con Firenze e la Fiorentina.

Fino all’emergenza Coronavirus. Se Rocco Commisso si è mobilitato in prima persona mettendo sul piatto 250 mila euro da donare a due ospedali fiorentini impegnati in prima linea contro questo maledetto Covid-19, Ribery non è stato da meno tirando fuori 50 mila euro.

Ma soprattutto dimostrando attraverso i social, ancora una volta, il suo amore e legame per l’Italia, per Firenze, e per la Fiorentina.

Ti voglio bene Franck’, Fiorentino a primo sguardo. Riassunto migliore, non potrebbe esserci.

E non tanto per la donazione, o per un post social, ma per i valori che quest’uomo incarna. E se questa stagione dovesse riprendere sarà un piacere riammirarlo in campo e consumarsi le mani per applaudirne i colpi di classe immensa.

Male male, sarà per l’anno prossimo. Adesso c'è da pensare alla salute. E ad uscire da questo drammatico momento per tutto il mondo. Intanto, grazie Franck, per aver scelto Firenze e la Fiorentina. E aver dimostrato attaccamento e amore per questi colori.

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