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Terremoto Commisso: così ha cambiato il mondo viola. Nonostante i risultati del campo

La Fiorentina è altalenante, ma in 170 giorni Rocco ha rivoluzionato il mondo viola. Dalla crisi ad una tifoseria disamorata, ora è cambiato tutto.

Un terremoto, sono passati circa 170 giorni e Firenze e la Fiorentina non sono più quelli di pochi mesi fa.

Un cambiamento formidabile, da rendere tutto o quasi irriconoscibile. E questo nell’anno “di transizione”. Il prossimo sarà l’anno del volo, questo il sogno di Rocco Commisso: assestato il tutto lancerà la Fiorentina verso la sfida ai vertici.

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Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

LA TRASFORMAZIONE.  Poco più di 170 giorni fa Firenze e la Fiorentina erano immersi nel caos della lotta fra una parte (importante) del tifo e la proprietà dei Della Valle. La squadra era appena uscita da una retrocessione mancata di un’inezia, l’ipotesi del nuovo stadio era l’ennesima speranza naufragata, voci assordanti davano Chiesa in partenza verso la Juventus, sulla città incombeva un plumbeo senso di stanchezza.

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Ma ecco la trasformazione. Di allora sono rimasti solo Montella e i responsabili del settore giovanile. Il patron Rocco ha cancellato tutto il negativo. E in questi 170 giorni ha inserito un nuovo dg, Joe Barone, un nuovo ds, Pradè, una dozzina di nuovi giocatori, ha tenuto Chiesa, ha acquistato l’area di Bagno a Ripoli dove costruirà il nuovo centro sportivo, con 10 campi, foresteria, nuova sede societaria, per un impegno economico intorno ai 50 milioni di euro.

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Ha forzato la mano per il nuovo stadio per il quale ha fatto sapere che è pronto a un’operazione da mezzo miliardo di euro.

TIFOSI. E ha ritessuto gli strappi con la gente. I tifosi lo adorano, al Franchi, seppur in un anno di transizione, ci sono ben oltre i trentamila spettatori a ogni match: domenica a Verona, nonostante si sia reduci dalla più brutta gara della stagione, quella di Cagliari, saranno in migliaia a seguire la squadra, tre-quattro mila.

Sì, Firenze e la Fiorentina sono risorti.  

RENDIMENTO. E tutto questo nonostante che Montella e la squadra siano protagonisti di una stagione altalenante. Buone gare contro le grandi, eccellente quella a Milano contro i rossoneri, due gare disastrose una a Genova e una appunto a Cagliari.

Alla fine i punti conquistati non sono superiori a quelli che l’anno scorso aveva ottenuto Pioli (uno un meno, alla giornata 12). Ma è lo spirito che è cambiato. La gente si riconosce nella strategia dei giovani, preferibilmente italiani.

Con Mancini ci sono Chiesa e Castrovilli, nella Under ci sono Sottil e Ranieri, altri viola sono nelle Nazionali giovanili.

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