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Terracciano: "Calcio ora in secondo piano. Ci adegueremo alle decisioni prese"

Il secondo portiere della Fiorentina ha rilasciato un'intervista sul momento che sta vivendo, in reclusione totale, visto che non ha con sé nemmeno la famiglia

Queste le parole di Pietro Terracciano a Radio Bruno: "All’inizio non abbiamo avuto la percezione di quello che stesse accadendo, non immaginavamo potesse prendere questa piega tragica, anche perché sennò il campionato poteva essere fermato prima.

E’ un momento delicato per il paese, per il mondo in generale. Facciamo oggi dei sacrifici, invito tutti a farli per uscire da questa situazione".

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Sulla raccolta fondi: “Con mia moglie abbiamo deciso di fare una raccolta fondi, spero sia servito, anche se ho visto che le iniziative sono state tante ed il cuore degli italiani è grande”.

Sulla quarantena: “La mia famiglia è in Sicilia, quando ho capito che la situazione stava peggiorando ho mandato mia moglie ed i bambini giù, in una situazione più tranquilla.

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Io sto a casa, mi alleno, cerco di fare qualcosa di diverso ogni giorno”.

Sullo spogliatoio, come vive la situazione? “Mi piace stare in gruppo, ci teniamo in contatto quotidiano. Serve a sentirci meno soli, stare chiusi da soli non è semplice.

Parliamo della situazione che stiamo vivendo, facciamo fatica a parlare di calcio”.

Sulle mancanze quotidiane: “In questo momento mi manca molto la mia famiglia, stare lontani da moglie e bambini non è semplice. Il calcio per me passa in secondo piano, c’è la preoccupazione che le persone stiano bene.

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Quando torneremo alla normalità penseremo anche al calcio, noi abbiamo voglia di tornare a giocare”.

Sulla raccolta fondi promossa dalla Fiorentina: “E’ stata l’ennesima dimostrazione di quanto il Presidente sia una persona incredibile.

Nessuno ha mai avuto dubbi, conosciamo la sua generosità e l’abbiamo condivisa tutti. C’è bisogno di questi gesti, spero lo facciano più persone possibili. La generosità dei fiorentini è venuta fuori anche in questo momento”.

Cosa fare del campionato?

Non è facile prendere decisioni per chi gestisce il calcio, la situazione cambia velocemente e le priorità sono altre. Finora di messaggi positivi ce ne sono stati, noi accetteremo le decisioni di chi dovrà decidere, ma adesso ci sono altre priorità”.

Come ti vedi fra un anno?

"Non so vedermi a lungo termine. Mi immagino a Firenze, noi qui stiamo molto bene. Spero cambi qualcosa in meglio dentro ognuno di noi. Ci sono famiglie che devono tornare al lavoro, spero che torni un barlume di normalità, anche se non sarà tutto uguale a prima”.

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