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Tare: "Governo ci prende in giro. Fermarsi vuol dire non ripartire neanche a settembre"

Il direttore sportivo della Lazio ha parlato del presente del calcio italiano e non le ha mandate a dire neanche al Governo

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, a la Repubblica ha parlato così: "Scudetto? Noi ci siamo. Proveremo a vincerlo adesso, se la Serie A riprende, oppure l’anno prossimo. Arriviamo da lontano e non ci fermiamo qui. Chi dice che vogliamo continuare il campionato solo per interesse personale non ha capito niente.

Il calcio dà da vivere a 370 mila persone, se si ferma sarà il fallimento per tanti e l’Italia perderà pezzi di storia non solo sportiva. Sarà un disastro sociale. Fermarsi adesso vuol dire, quasi certamente, non ripartire neanche a settembre.

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Molti mesi di inattività sarebbero allucinanti". Infine Tare ha commentato i provvedimenti del Governo: "Ci stanno prendendo in giro, queste continue complicazioni sono ridicole. Non posso pensare che il ministro Spadafora sia così irresponsabile da farlo apposta, ma di certo esistono governi in Europa che vogliono aiutare il calcio: la Germania, la Spagna, l’Inghilterra.

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In Italia non è così, evitiamo un’estate in tribunale. Siano più chiari, oppure le conseguenze si riveleranno enormi: economiche, sociali, sportive e psichiche".

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