Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Tanti Nazionali, 7° monte ingaggi e giocatori sotto accusa: Fiorentina in cortocircuito

Tifosi furiosi con la squadra, parole dure anche da Prandelli e Pradè. Alibi finiti, gruppo senz'anima

Non era, evidentemente, solo Beppe Iachini il problema di questa Fiorentina. Ma, in realtà, lo si sapeva bene. Lo sapeva anche Commisso, così come i dirigenti. Ma serviva una scossa, anche per far capire ai giocatori che gli alibi erano finiti.

Certo, non si poteva pensare, proprio per questo motivo, che l'arrivo di Prandelli potesse spazzar via tutte le fragilità di questa squadra, ma quanto meno tutti si aspettavano un reazione d'orgoglio. Uno scatto emotivo di un gruppo che troppo spesso ha reso al di sotto delle proprie possibilità.

sponsored

Invece contro il Benevento la Fiorentina è incappata in una delle peggiori sconfitte degli ultimi anni. GIOCATORI SOTTO ACCUSA. Si dice che sia toccato il fondo, ma in realtà sono stati parecchi i passaggi a vuoto negli ultimi tempi.

Sono cambiati allenatori (da Pioli a Montella a Iachini, ora Prandelli), è cambiata la proprietà, sono cambiati i dirigenti, così come diversi giocatori. Ma il risultato è sempre una Fiorentina che si sgretola davanti alle difficoltà.

sponsored

E che non riesce a dare un minimo di verve al suo gioco. Servirà tempo (sperando che possano bastare tempo e lavoro) a Prandelli per raddrizzare una situazione che va avanti da mesi e che ha radici profonde. Ma intanto sul banco degli imputati in questo lunedì post-figuraccia ci sono essenzialmente i giocatori.

Quelli già richiamati più volte da Commisso e dai dirigenti nelle scorse settimane, che anche con il Benevento non hanno mai dato prova di avere voglia di conquistare la vittoria. LA REAZIONE DEI TIFOSI. Da Prandelli a Pradè, parole piuttosto dure nei confronti dei giocatori. "Siamo distrutti psicologicamente ed emotivamente", "tutti devono tirar fuori il senso di appartenenza", "siamo delusi e amareggiati", "non è un problema di sistema di gioco.

sponsored

Ci saranno discussioni aperte e sincere con i giocatori". Gli stessi tifosi stanno facendo sentire la loro voce sui social e nei tanti commenti sul nostro sito. Stavolta è stato più che mai evidente come tutti ieri abbiano reso ben al di sotto delle proprie possibilità.

Aiutandosi pochissimo in campo, non onorando la maglia viola. E nemmeno il ricordo di Pietro Vuturo, pure omaggiato prima di inizio gara da dirigenti e squadra. Ci fossero stati i tifosi allo stadio, senz'altro, avrebbero trasmesso chiaramente tutto il loro malumore alla squadra.

Qualcuno evoca anche la nota 'corsa sul viale dei Mille', epiteto riservato a squadre ben più scarse tecnicamente di questa Fiorentina, che dallo sprone della tifoseria seppero poi tirar fuori qualcosa in più. MONTE INGAGGI, MA SENZ'ANIMA.

Era successo in più occasioni anche negli ultimi anni. Questa distanza dei tifosi allenta la tensione su una squadra che rende meno di quanto dovrebbe e potrebbe, un gruppo che non gioca mai di collettivo. Tutti si meravigliano di vedere una Fiorentina al 15° posto a 3 punti dalla zona retrocessione, così come era stato un anno fa.

Una squadra che ha il 7° monte ingaggi del campionato, ma non ha un'anima. Un gruppo che, così come la scorsa stagione, si sente sulla carta vicino all'Europa, che ha visto inserire giocatori di esperienza, ma che non riesce a trovare un punto comune.

Ed è così che neopromosse come Benevento e Spezia riescono a fare la voce grossa con un'organizzazione e un sentimento che da queste parti sono un ricordo raro. In campo, del resto, si gioca in undici, anzi ormai in sedici. E non avendo fenomeni che possano vincere da soli le partite, senza un minimo di grinta e idee, senza voglia di fare e passione, è parecchio complicato arrivare ad un risultato positivo.

NAZIONALI. Una squadra che, pure, al suo interno ha anche tanti Nazionali. Che tra l'altro fanno spesso parecchio bene quando giocano per le loro selezioni. Da Caceres con l'Uruguay a Pulgar per il Cile, dai serbi Milenkovic-Vlahovic agli argentini Martinez Quarta-Pezzella, dal marocchino Amrabat all'ivoriano Kouame, dal polacco Dragowski agli italiani Castrovilli, Biraghi e Bonaventura (più gli Under 21 Cutrone e Brancolini).

Insomma, al di là di tutto, di valori questa squadra ne avrebbe. E questo fa ancora più rabbia. Si può discutere che si tratti di un gruppo costruito male, sì, senza una punta che dia certezze, senza un regista, con acquisti che fin qui non hanno reso e diversi giocatori con problemi fisici o età avanzata.

Una squadra pure definita "forte" dai dirigenti e dal presidente. Ma è comunque impensabile vedere una Fiorentina così vuota, se vogliamo irrispettosa nei confronti di Firenze. Quei valori che, più di tutti, Prandelli vorrebbe vedere nella sua Viola.

Mercoledì si torna già in campo in Coppa Italia a Udine. Se non ci sarà una svolta dopo una prova così, saranno veramente guai seri.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento