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Sul tuo vessillo scrivi ‘forza e cuore’. L’importanza di sentirsi una famiglia. Anche per tranquillizzare squadra e staff. Il covid-19 presto sarà solo un brutto ricordo

La Fiorentina continua a combattere contro il coronavirus. Iachini, Barone, Commisso e Pradé sono in continuo contatto con la ‘famiglia Fiorentina’

Sul tuo vessillo scrivi ‘forza e cuore’, cantava il grandissimo Narciso Parigi. Che con quella ‘canzone viola’ fu maestro nell’interpretare lo spirito della fiorentinità e l’orgoglio di sentirsi un tutt’uno con Firenze e con chi ha il viola nel cuore.

E quanto manca sentire quell’inno ogni domenica…In attesa che tutto torni alla normalità, con la luce che purtroppo è ancora lontana in fondo al tunnel, la Fiorentina prosegue nella sua raccolta fondi denominata proprio ‘forza e cuore’.

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Il successo è sotto gli occhi di tutti. E la voglia di non fermarsi anche. La lotta di chi combatte in prima linea contro questo maledetto virus è ancora acerrima, e in attesa del picco di contagi e ricoveri non si può altro che stringersi assieme in un abbraccio a distanza.

ANDRA’ TUTTO BENE.

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Lo slogan che si è diffuso fin da subito è stato chiaro. Ma per far sì che tutto alla fine vada realmente bene servono sforzi da parte di tutti. Comportamenti e regole da seguire, donazioni, e senso civico. Lo sa bene la Fiorentina che si è trovata improvvisamente a dover fare i conti con quarantene e isolamenti, con Pezzella, Vlahovic e Cutrone risultati positivi al Coronavirus oltre ad alcuni membri dello staff viola.

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E al di là di cifre e fondi, ciò che conta adesso è la salute. Anche quella psicologica. E in questo, gli stessi colpiti dal virus che portano indosso la maglia viola, non potevano trovare sponde migliori di quelle di Commisso, Pradé, Barone e altri dirigenti della Fiorentina stessa.

Le chiamate sono continue, i contatti anche. Sono esseri umani anche i calciatori, chi più chi meno. E l’atteggiamento paterno di Rocco così come quello del ds viola stanno dando un grande supporto a tutti con uno spiccato spirito di famiglia che non passerà certo inosservato anche nella mente di chi un giorno farà le sue valutazioni su offerte o trasferimenti vari.

LA CARICA DI BEPPE. Anche Iachini sta lavorando molto sulla testa. Non molla di un centimetro il mister viola. Che ha già trasformato i Lirola, i Chiesa ed altri col lavoro sul campo e sulla mente, e che in queste settimane continua ad avere contatti continui con tutti.

Non c’è solo il lavoro fisico e aerobico tra i compiti per casa, ma anche qualche accorgimento tattico al vaglio. Sempre che si riparta. Intanto, Beppe, fa da babbo.

VOGLIA DI NORMALITA’. La voglia di tornare ad affollare lo stadio e urlare a squarcia gola quell’inno di cui sopra, è immensa.

Anche se al momento non può essere la priorità dinanzi a bollettini di guerra che ogni giorno ci ricordano la drammaticità di questo momento globale. Servirà il tempo che servirà. E fa rabbia pensare che c’è chi invece vuole forzare le cose, per interessi e opportunità.

Non può esserci normalità in tempo di pandemia. Come e quando tornerà a rotolare il pallone lo decidano le istituzioni, e chi non ha le competenze si adegui. Basta teatrini, basta giochi di potere. In ballo c’è la salute della gente.

E dei calciatori stessi. La voglia di normalità è enorme, ma serve il giusto iter. E la giusta pazienza. Quando tutto sarà superato, questo virus sarà solo un maledetto e brutto ricordo. E torneranno i sorrisi, anche da queste parti.

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