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Subito il Sassuolo, poi ripartono Bologna, Lazio, Roma e le altre. Il tackle di Iachini...

Le squadre di Serie A da domani iniziano a far tornare i giocatori nei centri sportivi. Ma niente pallone, solo corsa sui campi

Bonaccini ha aperto la strada. E sulla carreggiata della ripartenza stanno arrivando un po’ tutte le altre regioni. Rotto l’argine con l’ordinanza del governatore dell’Emilia-Romagna, ecco presentarsi Vincenzo De Luca che come numero uno della Campania ha di fatto aperto le porte di Castelvolturno al Napoli.

E così anche Nicola Zingaretti ha praticamente dato il via-libera: la Lazio (che giocherà d’anticipo rispetto alla Juve) ricomincerà mercoledì 6; la Roma ha comunicato che il 7 sarà a Trigoria«per visite mediche e allenamenti individuali».

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La Sardegna sgomma. «I giocatori del Cagliari - dice il governatore Salinas - potranno allenarsi ad Assemini». Così scrive La Gazzetta dello Sport. IACHINI. Il via-libera «scioglimuscoli» di Stefano Bonaccini ha fatto proseliti ma alzato anche una educata protesta.

«Sarebbe antipatico - ecco il tackle del tecnico della Fiorentina Beppe Iachini - se in alcune regioni ci si potesse allenare e in altre no». LE EMILIANE. «Bonaccini ha dimostrato grande buon senso» dice il dg del Sassuolo Giovanni Carnevali.

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Sassuolo che ufficializza: «A partire dal 4 maggio, alle sedute, mattutine, dal lunedì al venerdì, con l’utilizzo di tre campi, presenti 6 atleti all’ora (un atleta per ogni metà campo), non presenzierà lo staff tecnico mentre sarà garantito un presidio sanitario di emergenza».

Il Bologna, che attende per martedì l’ultimo straniero (Danilo) all’estero, applaude: «Dal 5 maggio i giocatori avranno la facoltà di proseguire l’attività individuale di mantenimento anche sui campi del centro “N.Galli” nel rispetto dei distanziamenti.

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Spogliatoi, uffici, palestre e gli altri ambienti resteranno chiusi. Non saranno presenti allenatore e staff tecnico». Il Parma scrive: «Gli atleti dalla prossima settimana potranno avvalersi del centro sportivo... previo rispetto del protocollo sanitario e del regolamento di utilizzo elaborato in collaborazione con i medici del club».

Ci sarebbe quindi l’attesa di un protocollo interno sanitario (condiviso coi club emiliani?) da trasmettere poi alla Regione. La Spal («L’attività rimarrà sospesa in attesa del protocollo sanitario e delle norme sulla definizione di ripresa delle competizioni sportive») frena.

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