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Stadium-Dall'Ara, gli architetti: "Ristrutturiamo il Franchi, altrimenti farà la fine del Flaminio

Parlano gli architetti dello Juventus Stadium e del restyling del Dall’Ara: “Un nuovo Franchi? Si può e senza demolire troppo: vi spieghiamo come si fa”

Gino Zavanella, fondatore di Gau Arena, è uno degli architetti più esperti in costruzione e ristrutturazione di stadi al mondo (suo il progetto dello Juventus Stadium e del Dall’Ara di Bologna). Anche lui ha «rimodellato, con la sua grande esperienza» il progetto di restyling del Franchi proposto dal collega fiorentino Fulvio Giraldi.

Assieme, lanciano un appello attraverso il Corriere Fiorentino:Ristrutturiamo il Franchi, resti la casa della Fiorentina, altrimenti farà la fine del Flaminio. Ci vorrà tempo perché i tifosi tornino negli impianti: sfruttiamo questo tempo per trovare soluzioni moderne, compatibili con il rispetto dei vincoli.

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Ma partiamo dal Franchi, potrebbe essere un simbolo”. Zavanella: “Gli stadi nuovi, dall’Udinese alla Juventus, danno una marcia in più alle squadre. L’altro tema importante è la burocrazia che ci avvolge. In altri Paesi quando si decide una cosa si fa in tempi umani, noi li abbiamo biblici.

Per lo Juventus stadium, deciso quando era vivo l’avvocato Gianni Agnelli, abbiamo impiegato 7 anni per arrivare in fondo. Io ora seguo il Dall’Ara di Bologna: anche lì, pure se siamo tutti d’accordo, i mesi passano. È cominciato solo adesso l’iter approvativo.

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D’intesa con la soprintendenza, è stato decidere cosa vale la pena salvare, capire l’anima e il messaggio dello stadio alla città. Ci sono cose che vanno salvate: la torre, il muro di mattoni con le aperture ad arco (un simbolo dell’architettura degli anni ‘20).

Il salone e la statua con la «vittoria alata», il cuore dello stadio. Il progettista non può solo conservare, ma deve valorizzare il messaggio entrato nella memoria collettiva. Altrimenti, faremo uno stadio degli anni ’20: un impianto con il pubblico lontano dal campo oggi è impensabile, servono servizi per mantenere il pubblico più dei 90 minuti della partita.

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In nord Europa negli stadi ci si sta fino a 6 ore…”. Giraldi : “Per il Franchi, nel progetto che abbiamo mostrato e pensato anche grazie a Gino, è stato relativamente facile mantenere la struttura e trasformarlo in uno stadio contemporaneo.

Se lo riportiamo alla forma originale degli anni ‘30, togliendo le aggiunte degli anni 90’, è facile ricollocare spazi utilizzabili tra le vecchie curve e i nuovi spalti dritti, portati a 7 metri dal campo. Si può con quegli spazi far vivere il Franchi 365 giorni all’anno.

Il progetto che abbiamo proposto prevede 44 mila posti coperti e 50 mila metri quadri di servizi”. SOPRINTENDENZA. “Anche Bologna era vincolato ma poi le strade si sono aperte” dice Zavanella. “L’unica cosa che verrebbe tolta dalle curve attuali sarebbero i cordoli in cemento, tutta la struttura rimarrebbe intatta.

Non si demolisce quasi niente, a vincoli attuali è possibile farlo” dice invece Giraldi.

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