Stadio, l'opzione firmata a Campi Bisenzio e le 4 ipotesi di Commisso
Il presidente viola ha parlato in maniera dettagliata della questione nuovo stadio, annunciando novità sui terreni della famiglia Casini
"Ringrazio la famiglia Casini che ci ha dato l'opzione di comprare i terreni a Campi Bisenzio. C'è il sindaco Casini di Bagno a Ripoli. Ci sono troppi casini qui". Una mezza battuta, chissà quanto voluta, che però riassume bene un anno di Rocco Commisso alla Fiorentina sul fronte infrastrutture.
I tempi record per il centro sportivo, la lentezza cronica per la questione stadio. E, dopo i primi tentativi sul Franchi e l'illusione Mercafir, le quattro opzioni che rimangono sul tavolo secondo il presidente viola. LA VERITA' DI ROCCO.
"Qui in America non si pagano le tasse sugli stadi, lo dico e lo ridico, per farlo capire a qualcuno in Italia. Io sono molto deluso, perché ho capito che la città non era pronta, nonostante anni di chiacchiere sullo stadio. Siamo passati a parlare della ristrutturazione del Franchi, poi ci siamo incontrati con la Soprintendenza ed abbiamo capito che non possiamo fare quello che vogliamo noi.
Per me i tifosi stanno in cima alla piramide: loro ci saranno sempre, dirigenti e giocatori passeranno. Non possono bagnarsi, a volte i bagni non funzionano nemmeno. Volevo una cosa moderna e funzionale. La mia decisione di trattare sul Franchi è stata rispettosa della storia di Firenze.
Dopo il no sul Franchi mi hanno prospettato la Mercafir. Siamo andati a vedere l’area, il presidente della Mercafir mi disse che servivano cinque anni per muovere il mercato. Sono venuti a trovarmi dal Comune per tranquillizzarmi, dicendomi che si faceva in due anni… Ho dato tempo al Comune, il 2+2 deve esistere.
Due anni per il centro sportivo e due anni per lo stadio. Io avrei voluto giocare alla Mercafir nel settembre del 2023. I miei uomini hanno fatto molti incontri, mai ci hanno detto i costi ed i tempi. Io domandavo, ma nessuno rispondeva.
A Bagno a Ripoli ho pagato 400.000 euro per ettaro, volevo fare lo stesso, ma non ho avuto risposta. E’ uscito il bando, da lì sono cresciuti i problemi: non mi sono mai stati detti i prezzi dell’area. Io credevo si potesse chiudere a 6 milioni di euro per l’area (anche se in America questi terreni per gli stadi sono dati gratis).
Poi ci hanno detto che l’area costava 22 milioni. I miei consulenti hanno studiato la perizia, abbiamo capito che i costi da 22 milioni salivano almeno a 60 milioni di euro. Poi mi hanno detto che le tasse annuali arrivavano a 1,8 milioni di euro, che io avrei dovuto pagare ogni anno al comune ed allo stato, dopo aver fatto un investimento personale.
Abbiamo detto che non ci stavamo a queste condizioni e non partecipiamo al bando". OPZIONE CAMPI. La novità riguarda quindi Campi Bisenzio. Dopo i contatti delle ultime settimane, "ieri abbiamo opzionato 36 ettari e mezzo a Campi Bisenzio", annuncia Rocco Commisso.
"Ringrazio la famiglia Casini, proprietaria dell’area. E’ quasi due volte e mezzo l’area Mercafir, potremmo fare parcheggi per oltre 10.000 auto. Ho letto che qualcuno fa problemi per l’aeroporto. Voglio che si faccia l’aeroporto, ma pure la nostra opera.
Sono importanti tutte e due le opere, spero ci si possa sedere ad un tavolo per parlarne". LE QUATTRO IPOTESI. Commisso ha poi riassunto le quattro opzioni rimaste ad oggi sul tavolo. "Adesso rimangono 4 opzioni. La prima: se il comune vuole salvare Campo di Marte, gli dico di fare quello che vuole, ma serviranno almeno 3-4 anni.
Fate adesso le cose essenziali, come seggiolini, bagni, luci, etc.. Io non metterò soldi se devo avere a che fare con la Soprintendenza. Essere in controllo del proprio destino è importantissimo, quando spendi tanti soldi. Seconda opzione: potrei fare tutto io, sarei più flessibile, ma non di proprietà al cento per cento della Fiorentina, visto che lo stadio è un bene pubblico.
L’importante è che lo stadio non sia un monumento, il comune ci dovrebbe dare quello che serve: tramvia, parcheggi, tasse ridotte, tutto quello che servirebbe per mandare avanti la Fiorentina. La Soprintendenza, con tutto il rispetto, dovrebbe occuparsi di altri monumenti, visto che ce ne sono tanti in Italia.
Terza opzione: se qualcuno individua un’area nuova noi la valutiamo, non spetta a noi parlare delle Cascine, caserme o di altre aree. Quarta opzione: Campi Bisenzio, noi inizieremo già la prossima settimana a lavorare su come fare le cose in fretta”.
Insomma, Commisso non molla la vicenda stadio. Deluso sì, ma determinato a vincere la battaglia contro la burocrazia italiana. Mossa decisa su Campi, un occhio (ancora) al Franchi e magari ad altre zone di Firenze (che però finora non sono state proposte).
Troppo importante, un nuovo impianto, per il futuro della Fiorentina. Le ambizioni di vertice, lo ha ripetuto, passano da qui. Uno snodo determinante.



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