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Stadio: da Scandicci a Sesto, le possibili aree. Campi: occhio a costi per strade e oneri

Su La Nazione si evidenziano le possibili aree nell'hinterland fiorentino per la realizzazione del nuovo stadio. A Campi tanto lavoro per la viabilità.

Non solo Firenze. La proprietà della Fiorentina si sta guardando intorno. Ci sono aree nell’hinterland che potrebbero essere appetibili, scrive La Nazione. A Scandicci ci sono diversi sì per lo stadio nell’area Unicoop del Pontignale e un paio di no importanti: il primo è che non ci sarebbe sufficiente spazio per le aree commerciali, il secondo è che trattandosi di aree a destinazione produttiva, servirebbe una variante urbanistica.

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L’area del Pontignale, in tutto 100mila metri quadri (con una previsione di edificato di 52mila metri) non è esattamente a buon mercato. Unicoop ha pagato più di 40 milioni, tra acquisto del terreno, oneri di urbanizzazione (5 milioni) già versati e opere a compensazione realizzate (altri 3 milioni di euro).

E non vorrà rimetterci. Di certo la posizione sarebbe ottima dal punto di vista delle infrastrutture, servita dal tram, a 5 minuti dall’uscita dell’A1 (la gestione delle tifoserie ospiti sarebbe una passeggiata) e a 3 minuti dallo svincolo della Fi-Pi-Li.

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CAMPI. Il patron Rocco Commisso e il suo staff hanno già visto i 38 ettari disponibili lungo viale Allende di proprietà della famiglia Casini. Attualmente si tratta di terreni agricoli, ma il Comune ha già fatto la co-pianificazione con la Regione per il cambio di destinazione d’uso da «parco urbano» ad «attrezzature di interesse metropolitano».

In questo caso la Fiorentina comprerebbe da privati i terreni: la stima è di 5 milioni. Dal momento in cui arriva lo studio di fattibilità da parte della Fiorentina, il Comune è in grado di rilasciare il permesso a costruire entro 12 mesi.

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I tempi fast e il prezzo giusto, chiesti da Commisso, ci sono. Ma c’è da riflettere sui costi per la realizzazione delle opere pubbliche. Il Comune, pur venendo incontro alla Fiorentina,dovrebbe chiedere alla società viola un importante contributo per la realizzazione delle opere, infrastrutture necessarie: dai parcheggi alla viabilità, come il raddoppio di viale Allende che diventerebbe a servizio dello stadio.

SESTO. A Sesto potrebbero esserci terreni in grado di ospitare la nuova opera che sono in ballo addirittura da dieci anni. Nel marzo del 2009 infatti l’allora sindaco Gianni Gianassi aveva inviato una accalorata lettera alla famiglia Della Valle, proprietaria della squadra viola, chiedendo di prendere in considerazione l’opzione di prevedere il nuovo stadio e la cittadella viola sul territorio sestese, nell’area industriale dell’Osmannoro a pochi metri dal confine con Firenze.

La porzione di cui si parlava e si parla oggi è quella di Osmannoro Sud, nel 2009 di totale proprietà del Gruppo Fingen della famiglia Fratini. Ora la parte in cui potrebbe nascere lo stadio è più ridotta, circa 180mila metri quadrati di superficie venduti successivamente dai Fratini a imprenditori pratesi e, dal punto di vista urbanistico, si tratta di «un’area urbana non consolidata» nella quale il progetto sarebbe dunque realizzabile ma occorrerebbe una copianificazione con la Regione. Nell’ipotesi più ottimistica per la necessaria variante urbanistica servirebbe almeno un anno e sarebbe solo l’inizio dell’iter.

Per quanto riguarda i costi, si tratterebbe di una vendita tra privati ma l’operazione supererebbe, sicuramente e abbondantemente, i 15 milioni di euro. Resta poi il nodo delle infrastrutture viarie visto che l’area industriale dell’Osmannoro già oggi, senza un polo attrattore come lo stadio, ogni giorno è puntualmente ingolfata.

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