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Stadio: Commisso può sorridere, ora meno vincoli e tempi più veloci

Potrebbe essere una svolta per il progetto dello stadio che Rocco punta a realizzare dal suo arrivo a Firenze

Joe Barone è rimasto sveglio tutta la notte, in attesa della telefonata decisiva da Roma. Alle 4.30 di mattina ha potuto gioire. Con il nuovo emendamento votato nella notte tra martedì e ieri, il progetto del nuovo stadio presentato da Casamonti, e bocciato un anno fa dalla Soprintendenza, verrebbe approvato subito.

Questo per far capire la portata della svolta. Ma il testo nato dalla mediazione tra Pd e Italia Viva, redatto in gran parte dalla senatrice Caterina Biti e firmato da Matteo Renzi, prevede uno scenario più ampio. In cui il potere di veto della Soprintendenza alle Belle Arti non sparisce, ma si attenua.

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Rocco Commisso, che ieri ha voluto confrontarsi con i suoi tecnici per capire meglio, potrà avere la possibilità di costruire uno stadio nuovo. Lo scrive stamani il Corriere dello Sport-Stadio. Lasciando che la Torre di Maratona e le mitologiche “scale elicoidali” vengano isolate dal resto dell’impianto, diventando testimonianza architettonica ma non parte centrale del nuovo stadio.

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Per fare un esempio. La Torre, in teoria, potrebbe diventare parte del percorso che porta alle tribune. Mentre le “scale elicoidali” potrebbero venire racchiuse in teche museali. Ma lo stadio vero e proprio sarebbe un’altra cosa, moderna, sul modello dei grandi impianti americani hi-tech.

Rocco vuole uno stadio più grande di quello della Juventus. E ci saranno tempi certi

In pratica, si eviterebbe di realizzare un “mostro architettonico” in cui far convivere parti storiche con strutture moderne. Alcuni impianti ne offrono la possibilità. Il Franchi, invece, sembra di no. La stessa straordinaria copertura della tribuna, esemplare del razionalismo italiano, può essere sacrificata.

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Questo è uno degli aspetti a cui Commisso tiene di più. Sì perché ha in mente uno stadio con una capienza maggiore rispetto a quello della Juventus. Una delle novità è che l’aspetto storico e architettonico dell’impianto passa in secondo piano rispetto ad altri parametri.

Come la sostenibilità finanziaria del nuovo stadio e il rispetto delle normative internazionali. Le scale elicoidali, per esempio, non sono considerate a norma con le direttive dell’Uefa. I tempi sono un'altra novità. Diventano veloci e certi.

Dopo il voto in commissione, l’emendamento approderà al Senato con il Decreto Semplificazione sul quale, quasi certamente, il governo metterà la fiducia per accorciare le procedure. Poi il testo passerà alla Camera in forma “blindata”, senza possibilità di inserire emendamenti, e verrà votato.

Tutto deve essere approvato entro il 14 settembre, giorno in cui il decreto scadrà. Dal 15 la fase del nuovo stadio potrà partire, sapendo che anche i tempi successivi saranno contingentati. Nell’emendamento è previsto un tempo limite di 90 giorni entro i quali la Soprintendenza dovrà fare le sue valutazioni.

Passati quelli, il nuovo progetto verrà approvato.

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