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Squadra low cost e uno stadio più piccolo: impianto da 33-35 mila posti

Meno spese e più giovani, secondo la Fiorentina gap ormai incolmabile con le big d'Italia. E si va verso un ridimensionamento del nuovo stadio.

L’idea ha preso forma tre anni fa quando i Della Valle decisero di riportare a Firenze Pantaleo Corvino. La missione era azzerare tutto il progetto sportivo e ripartire da capo. Senza più l’affascinante follia del colpo ad effetto (l’ultimo è stato Gomez), ma calandosi in una realtà low cost, dove le scelte le detta il fair play finanziario.

Non solo, accanto al segmento sportivo andava rinforzato anche il comparto immobiliare per dare più solidità alla società. Così scrive La Repubblica.

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STADIO. Da una parte gli obiettivi sportivi, dall’altra il mattone, che prevede la realizzazione della cittadella e del nuovo centro del settore giovanile a Campi.

Tre anni dopo quel progetto ha contorni chiari e ben definiti. Inequivocabili. A partire dallo stadio che, secondo le stime del club viola, porterà circa quindici milioni all’anno sul bilancio della società. Che però sta valutando un piccolo ridimensionamento.

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Il progetto presentato dalla Fiorentina prevede una capienza di 40mila spettatori, che secondo i Della Valle potrebbero essere troppi, con il rischio di ritrovarsi la domenica con una fetta di stadio vuota. Così il progetto definitivo, che dicono sarà presentato entro i tempi previsti, potrebbe prevedere una capienza da 33-35mila spettatori, che dovrebbe far risparmiare circa 30 milioni (140 per 40mila posti, 110 per 33-35mila su un progetto complessivo per tutta la cittadella di circa 500 milioni), ma negherebbe a Firenze la possibilità di ospitare una finale di una coppa europea (serve una capienza di almeno 40mila posti).

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Partenza dei lavori, se tutto va bene, nel 2023.

STRATEGIA GIOVANI. La nuova strategia sportiva, invece, punta tutto sui giovani, meglio se cresciuti nel settore giovanile, ma anche trovati altrove. Il prototipo del giocatore perfetto è Edimilson, giovane, con margini di crescita e un ingaggio in linea con la filosofia viola.

E su questo telaio di ragazzi inserire uno o due giocatori di esperienza all’anno (tipo Muriel, per capirsi), senza troppe pretese e con un ingaggio ragionevole per non uscire dai paletti del bilancio. Una squadra, insomma, che galleggia nel gruppone di metà classifica, come sta facendo adesso, e che possa avere un futuro solo se dalla Primavera tira fuori qualcosa di interessante.

Ai Della Valle sta bene così. Del resto, si dice nelle stanze viola, non c’è altra strada. Il gap con le squadre più forti, complici anche i diritti tv della Champions, è incolmabile e la forbice si è ulteriormente allargata, spaccando in due la Serie A che non lotta per la salvezza.

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