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Squadra in confusione e con poche gambe. Altro che Europa: serve guardarsi le spalle

Terza sconfitta consecutiva, un punto nelle ultime quattro gare: Fiorentina in crisi, Montella ora rischia. Per Commisso tempo di decisioni.

Rocco Commisso scuote la testa. Stupito. Altro che festeggiare i settant’anni compiuti pochi giorni fa. La sua Fiorentina si sgretola in mille pezzi perdendo 1 a 0 in casa con il Lecce. Che, tra l’altro, avrebbe anche meritato due calci di rigore ignorati da arbitro e Var.

Ormai è crisi in casa viola, scrive La Gazzetta dello Sport. Tre sconfitte consecutive, un punto nelle ultime quattro gare. Sono questi i numeri che fotografano il momento nero di una squadra in confusione. Senza identità e con poche gambe.

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Altro che puntare a un posto in Europa, la Fiorentina piuttosto deve guardarsi in classifica alle spalle. INFORTUNI. A rendere ancor più complicato lo scenario c’è l’infortunio alla caviglia destra che ha costretto Ribery a uscire alla fine del primo tempo.

Non sembra un problema da poco. Ed è giusto ricordare che Chiesa è rimasto in tribuna per un fastidio agli adduttori. ALLENATORE. Rocco e i suoi collaboratori hanno sempre difeso Montella ma, a questo punto, anche la panchina del tecnico viola non è più sicura nonostante la conferma di Commisso in tarda serata.

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PARTENZA. La Fiorentina parte forte. Nei primi quindici minuti la squadra di Montella crea tre situazioni interessanti: diagonale di Milenkovic deviato dal portiere, rasoterra in corsa di Lirola di poco fuori e su un fantastico velo di Ribery arriva con un attimo di ritardo Vlahovic.

I viola sono vivi, aggressivi. Ma non c’è la necessaria concretezza in fase conclusiva. Il finale di primo tempo è segnato da due episodi importanti: un fallo da rigore di Caceres su Farias ma l’arbitro fa segno di giocare e la Var non interviene e un contrasto tra Tachtsidis e Ribery che costa caro al francese.

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FR7 si tiene la caviglia destra facendo smorfie di dolore. E nell’intervallo viene portato all’ospedale per un controllo radiografico. CAMBIAMENTI. La Fiorentina riparte con Boateng al posto di Ribery. Al 5’ il Lecce passa in vantaggio con La Mantia.

La reazione della squadra viola è furiosa: il portiere leccese Gabriel ribatte due conclusioni importanti di Vlahovic. Montella inserisce Ghezzal al posto di Lirola e cambia modulo passando al 4-2-3-1. C’è un altro contatto dubbio in area, stavolta è Dalbert a entrare su Shakhov.

Un altro rigore ignorato. Silenzio anche in questo caso da arbitro e Var. Montella si gioca anche la carta Pedro cambiando ancora e passando al 4-2-4. La Fiorentina attacca a testa bassa. Con poca lucidità. La palla giusta per chiudere la partita c’è l’ha l’ex Babacar che, invece, si fa ipnotizzare da Dragowski.

FISCHI. Il fischio finale è accompagnato da una bordata di fischi. Per i tifosi viola il primo imputato è Montella che torna nello spogliatoio accompagnato dal coro: «Salta, salta la panchina». Martedì sera (alle 21) la squadra viola tornerà in campo in Coppa Italia in casa contro il Cittadella.

Per Rocco Commisso è già tempo di decisioni.

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