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Squadra fragile e impaurita: troppi colpevoli. La proprietà faccia autocritica

I dubbi estivi sulla conferma dell'allenatore, sfiducia dei giocatori: Fiorentina a picco, serve uno scatto della società

C’è un grande «non» davanti alla Fiorentina: il non attacco, la non squadra, la non partita. Certo che a Roma si è andati oltre, è stato un festival delle insicurezze e delle paure. Pessimi segnali, le espressioni in campo dei giocatori valgono più delle parole.

E’ mancato l’alibi delle vittorie, soffertissime, arrivate contro l’Udinese e il Padova, e così nuda e cruda la Fiorentina si è sciolta contro una squadra di valore medio alto che ha fatto semplicemente la sua partita. E’ stato come se undici giocatori (quelli della Roma) si impegnassero in un mestiere diverso, anche Amrabat sembrava timido, un generoso spaesato mediano fuori tempo.

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Figuriamoci gli altri. Così scrive La Nazione. TECNICO. E le smorfie di Iachini in panchina, la certificazione dell’impotenza. Iachini, già: perfino scontato considerarlo il primo responsabile, sebbene l’analisi ci porti (da tempo) più lontani, a ritroso, fino al giorno della sua conferma dopo la vittoria per 4-0 contro il Bologna.

Era il 29 luglio e come una specie di felicissima sorpresa – mentre alla Fiorentina venivano accostati i nomi di Juric e Di Francesco, dopo quello di De Rossi smentito in precedenza da CommissoIachini accolse la telefonata del presidente.

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Diciamo che Rocco, in assenza di altri candidati forti e capaci di garantirgli un salto di qualità, valutò anche il fatto che la Fiorentina dovesse spendere fino a giugno 2021 quasi 5 milioni lordi per gli stipendi dei suoi allenatori.

PROPRIETA'. Valutazione comprensibile ma proprio lì, nel momento in cui la Fiorentina avrebbe dovuto evolversi sul campo dopo l’iperattività esterna, cominciò il primo degli equivoci. Nel calcio il grande entusiasmo si misura solo attraverso i risultati della squadra e la sua evoluzione. La fiducia si conquista con i fatti, i tifosi viola sono calorosi e pazienti ma la storia ricorda che molto in fretta possono diventare spietati nei giudizi.

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Che negli ultimi tempi hanno perso la forma del plebiscito nei confronti della proprietà la quale proprio in questo momento dovrebbe superare l’amarezza delle critiche per offrire al pubblico una dote raramente vista a Firenze negli anni precedenti: l’autocritica.

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