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Simeone e Chiesa, la Fiorentina cala il poker. E Saponara fa la differenza

Come riporta il Qs-La Nazione, quarta vittoria consecutiva – mai successo quest’anno – e solo rispetto merita questo gruppo capace di superare ostacoli micidiali. E anche impoverita da squalifiche e infortuni, la Fiorentina recupera a pieno regime Saponara nei suoi cenci, che sono molto chic, manda in gol Simeone e Chiesa, e sfruttando alcune individualità non rischia mai contro il Crotone.

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Che per la verità è meno assatanato del previsto e riesce a tirare in porta solo negli ultimi minuti con Trotta, ma il merito della Fiorentina è quello di aver avuto un buonissimo impatto sulla partita nonostante le assenze di Badelj, Benassi e Biraghi: piace per questo pensare che il gol iniziale non sia casuale, ma figlio di un atteggiamento molto concreto, nato dalla forza morale di un gruppo fortificato.

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Pioli ha redistribuito gli equilibri a centrocampo con Veretout e Cristoforo assistiti da Eysseric, resta il valore evidente che alcuni giocatori hanno aggiunto per spianare la partita viola: i nomi sono quelli di Saponara e Chiesa, che nel secondo tempo si sono cercati, e trovati, dialogando su frequenze personali.

Linguaggio troppo sofisticato per quasi tutti gli altri, considerata la velocità d’esecuzione. Il gol del raddoppio nasce infatti da una somma di lampi che Chiesa e Saponara gestiscono negli spazi stretti e il triangolo che Federico chiude con il destro (gol) è un concentrato di classe.

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La partita si chiude con il raddoppio viola dopo un’ora di gioco, perché il Crotone (in 10 dal 57’ per l’espulsione di Capuano) non ha davvero i mezzi per esercitare la sua presunta foga per guadagnare punti salvezza.

Bisogna semmai fare un passo indietro per raccontare il gol di Simeone che orienta la partita dopo 2 minuti: bravo Eysseric dopo un’azione coordinata a innescare il tiro dal limite che costringe Cordaz alla respinta corta, la palla plana nell’orbita di Simeone che di piatto interrompe un’astinenza lunga 663 minuti.

Pochi pericoli per Sportiello, a eccezione di un tiro di Trotta all’89’, bravo Pioli a gestire i momenti di difficoltà.

Dabo entra al 50’ al posto di uno stanchissimo Cristoforo, il francese non ha piedi raffinati ma gioca di prima e la squadra lo cerca. Entra anche Lo Faso nell’ultimo quarto d’ora, il pubblico apprezza la buona volontà della Fiorentina.

Che non è sempre bella da vedere, ma sotto il cofano nasconde un motore di valore.

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